Rifugi sani e sicuri: consegnate le prime 11 targhe

BELLUNO – Estate sempre più sana e sicura nelle Dolomiti. Lunedì, al rifugio Aquileia, alla presenza dei rifugisti, dei partner del progetto, del Sindaco di Selva e del Soccorso Alpino, il Commissario dell’Ulss Dolomiti Giuseppe Dal Ben ha consegnato le prime 11 attestazioni di “Rifugio sano e sicuro” alle strutture ricettive che hanno completato il percorso di riconoscimento.

Lo scorso ottobre, l’Ulss Dolomiti ha promosso con l’Associazione Gestori Rifugi Alpini del Veneto (AGRAV) il progetto “Rifugi sani e sicuri”, col fine di migliorare la qualità igienico sanitaria complessiva, la sicurezza sanitaria e la capacità di promuovere la salute nei rifugi, anche in vista degli appuntamenti olimpici che attendono le Dolomiti e dell’aumento dei flussi turistici in montagna.

In questi mesi, dopo alcuni incontri per spiegare le finalità del progetto ai rifugisti e ai proprietari dei rifugi (in particolare sezioni del CAI), il team del Dipartimento di Prevenzione, specificamente istituito, ha supportato le strutture interessate nel percorso per ottenere il “bollino”, che rappresenta una sorta di “certificazione di qualità” a favore degli escursionisti.

Per essere definito “sano e sicuro”, oltre a rispettare la normativa di settore in tema di sicurezza igienico sanitaria, il rifugio ha dovuto dimostrare di essere in possesso di almeno cinque tra i seguenti requisiti:

  • possesso di un defibrillatore semiautomatico esterno DAE con accessori, sottoposti a corretta manutenzione (presa in carico a cura della centrale SUEM 118)
  • formazione dei dipendenti per l’esecuzione di manovre di primo soccorso e/o per l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno DAE (corso BLSD)
  • disponibilità di sfigmomanometro per la misurazione della pressione arteriosa
  • predisposizione di menù con indicazione delle sostanze alimentari che possono determinare allergie o intolleranze
  • garanzia di disponibilità di pasti privi di glutine
  • approvvigionamento idrico controllato
  • procedura che contempli il flussaggio di acqua corrente per almeno due minuti, per le camere che non siano state occupate da almeno cinque giorni (contrasto legionellosi)
  • disponibilità di creme solari ad alto fattore protettivo e di cappelli con visiera/bandana, esposti in area ben visibile, che possano essere commercializzati su richiesta dei fruitori (prevenzione melanoma)

I primi 11 rifugi ad aver completato il percorso sono stat:

  1. Bruno Carestiato (Agordo)
  2. Col Gallina (Cortina d’Ampezzo)
  3. Cesare Tomè – Passo Duran (La Valle Agordina)
  4. Dolomieu al Dolada (Pieve d’Alpago)
  5. Scarpa – Gurekian (Voltago Agordino)
  6. Malga Cavallera (Gosaldo)
  7. Pranolz (Trichiana)
  8. Aquileia (Selva di Cadore)
  9. Città di Fiume (Borca di Cadore)
  10. San Sebastiano (Zoldo Alto)
  11. Furio Bianchet (Sedico)

Oltre alla targa, i rifugisti/proprietari hanno ricevuto uno “starter kit”, cioè una borsa con il logo del progetto e prodotti per la protezione dai raggi solari (bandana copricapo, creme solari e un buono per un paio di occhiali da sole) donati da Aziende del territorio che collaborano al progetto (Karpos, Unifarco e Essilor Luxottica) e le tovagliette create dai bambini nell’ambito dei progetti di promozione di salute nelle scuole per la prevenzione del melanoma.

«Salute e sicurezza sono due sostantivi che ci impegniamo ogni giorno a realizzare nel nostro territorio. L’Ulss Dolomiti si appresta ad affrontare questa nuova stagione estiva con presidi e iniziative che possano dare maggiore sicurezza a chi frequenta la montagna e a chi vi abita. Sicurezza sanitaria che va intesa non solo in termini di soccorso ma anche in termini di prevenzione e promozione della salute in senso lato. Per questo, oltre al potenziamento dei mezzi di soccorso con l’ampliamento della operatività del secondo elicottero e dei mezzi su gomma (con ambulanze aggiuntive su Cortina, Auronzo e Agordino), siamo impegnati nel rendere l’estate sicura in montagna anche attraverso questo progetto» commenta il Commissario Dal Ben. «I turisti che sceglieranno i “rifugi sani e sicuri” delle Dolomiti Bellunesi troveranno personale formato all’uso del defibrillatore, la possibilità di misurare la pressione e attività di prevenzione del melanoma attraverso creme solari, copricapo e occhiali sole. Ringrazio i rifugisti e i proprietari delle strutture per aver accettato la sfida che l’ulss ha proposto, i partner istituzionali di questo progetto (AGRAV, CAI, Confcommercio) e le Aziende del territorio sempre generose nel condividere obiettivi di salute. Possiamo dire che nelle Dolomiti cresce continuamente l’attenzione alla salute e al benessere da parte delle Comunità».

«E’ con grande soddisfazione che concludiamo oggi il primo tratto di un percorso ambizioso che punta a far crescere la qualità igienico sanitaria e l’attitudine a tutelare e a promuovere la salute da parte delle oltre 100 strutture ricettive in quota del nostro grande territorio dolomitico» osserva Sandro Cinquetti direttore del Dipartimento di Prevenzione. «Siamo certi che dopo questi primi 11 rifugi che ricevono oggi l’attestato di “rifugio sano e sicuro” molti altri, anche per nostra iniziativa, aderiranno alla proposta di adesione al progetto. Abbiamo istituito un team di professionisti competenti su questi percorsi di miglioramento che affiancheranno con l’assistenza e la formazione gli operatori di settore».

«Il SUEM 118 è impegnato da tempo nel favorire la diffusione sul territorio di fondamentali presidi di sicurezza sanitaria quali i defibrillatori e altri strumenti di monitoraggio e assistenza (ad esempio zainetto -kit telemedicina» rileva Cristina Barbarino direttore FF del SUEM 118 di Pieve di Cadore. «Molti rifugi hanno, di propria iniziativa o sostenuti da varie istituzioni come il CAI, potenziato la loro dotazione con il defibrillatore di struttura. Stiamo mettendo a punto un programma di completo censimento di questi strumenti e di fornitura in comodato d’uso gratuito dei DAE ai rifugisti/proprietari che ne faranno richiesta. A questa consegna affiancheremo lo storico impegno per la formazione e l’addestramento degli operatori attivi nelle strutture, garantendo assistenza e supporto in continuo anche con videochiamate per eventuali situazioni critiche».

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