Orgoglio veneto: chi è Renzo Furlan, miglior tennista italiano degli anni ‘90

Nicola Pietrangeli, Adriano Panatta, Matteo Berrettini e ora anche Jannik Sinner: la storia del tennis italiano pullula di nomi di grandi campioni che sono riusciti a togliersi soddisfazioni anche in ambito internazionale. Negli anni ’90, però, non c’era nessuno di loro a diffondere i valori del tricolore in giro per il mondo. All’epoca il tennista azzurro più gettonato era infatti Renzo Furlan, considerato il miglior italiano della fine del XX secolo. Nato a Conegliano, in Veneto, nel 1970, Furlan conquistò nel corso della sua carriera 2 titoli ATP 250, disputando in tutto 7 finali. Per oltre 2 anni è stato l’italiano meglio piazzato nel ranking ATP, dove si è classificato al massimo tra i primi 20 al mondo.

Rispetto agli altri maestri della racchetta del nostro Paese, però, i risultati nei Major sono stati più deludenti, in quanto Furlan è giunto soltanto ai quarti di finale di uno Slam, ossia il Roland Garros del 1995. Sia Pietrangeli sia Panatta erano riusciti invece a vincere in Francia. Chi ha visto giocare dal vivo Furlan, comunque, ne ha sempre sottolineato la grande abilità strategica, che sembrava compensare una minore potenza fisica. Un compromesso che forse oggi saprebbe di anacronismo, considerando le immense qualità di campionissimi come Novak Djokovic e Carlos Alcaraz, che non a caso sono sempre al centro delle scommesse sul tennis internazionale e dei pronostici come favoriti nei grandi tornei. Fino a qualche tempo fa, però, la concorrenza a livello mondiale non era così sentita e in particolare gli italiani non pensavano di poter competere ad alti livelli.

Furlan si affacciò al mondo del tennis professionistico sul finire degli anni ‘80 e solo nel maggio del 1992 raggiunse la prima finale ATP, perdendo contro Jaime Oncins a Bologna. Il mese successivo, a Firenze, fu invece Thomas Muster a impedirgli la vittoria. Non molto fortunata fu anche la spedizione olimpica a Barcellona, dove l’eliminazione sopraggiunse al terzo turno. Nel 1993, comunque, Furlan si attestava già come il miglior tennista italiano, pur occupando solo la 55esima posizione nel ranking ATP.  L’anno migliore della sua carriera fu indubbiamente il 1994 perché fu in quel periodo che vinse entrambi i titoli ATP: prima a San Josè, ai danni di Michael Chang, poi a Casablanca, contro Karim Alami.

Nel 1995, sull’erba sintetica di Pechino, Furlan si qualificò per un’altra finale. Il suo avversario fu proprio Chang, contro il quale aveva ottenuto il suo primo titolo, ma stavolta fu l’italiano a soccombere. Alle successive Olimpiadi di Atlanta Furlan fu eliminato ai quarti di finale da Leander Paes, mentre al 1997 risale la sua ultima finale, precisamente a San Pietroburgo, dove perse contro Thomas Johansson. Renzo partecipò anche alla Coppa Davis, spingendosi fino alle semifinali sia nel 1996 sia nel 1997. Una volta appesa la racchetta al chiodo, Furlan ha intrapreso la carriera di allenatore, pronunciandosi alle volte sulle sorti del tennis nostrano. Ad esempio, nel 2022 Furlan aveva previsto la vittoria dell’Italia nella Coppa Davis entro 3 anni e il suo pronostico si è rivelato esatto proprio pochi mesi fa. Da allenatore ha seguito da vicino anche atleti importanti come Francesca Schiavone, Simone Bolelli e Jasmine Paolini.

Anche la vita privata di Furlan è strettamente legata al tennis. Nel 1996, periodo d’oro della sua carriera, si unì infatti in matrimonio con la collega Nathalie Baudone, nata in Belgio da famiglia italiana. Sebbene pure per lei non ci furono grandi soddisfazioni nei tornei del Grande Slam, le gioie arrivarono nei Giochi del Mediteranno, con un oro nel doppio e un bronzo nel singolare. Al contrario del marito, però, la Baudone è scivolata lentamente via dal mondo del tennis.

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