Diisocianati: Appia a tutela della salute dei lavoratori

BELLUNO – Anche se le aziende e i professionisti bellunesi iniziano a percepire l’importanza di tutelarsi nell’impiego di diisocianati, non tutti hanno ancora adempiuto all’obbligo di legge per la formazione nonostante la scadenza fosse fissata allo scorso 24 agosto.

È per questo che, a tutela della salute di tutti i lavoratori, Appia CNA Belluno continua nell’azione di informazione e formazione su questi composti chimici molto pericolosi, contenuti in diversi prodotti usati quotidianamente, quali schiume poliuretaniche, sigillanti, rivestimenti e vernici.

A esserne interessati sono moltissimi comparti dell’artigianato, che spaziano dalle carrozzerie a professionisti dell’edilizia e affini (impiantisti, serramentisti, carpentieri, cappottisti, imbianchini), dalle falegnamerie fino alle aziende produttrici di materie plastiche.

«In provincia di Belluno – spiega il presidente di Appia CNA Belluno Massimo Sposato – sono interessati migliaia di lavoratori, compresi i lavoratori autonomi. È giusto osservare che gran parte delle aziende e dei professionisti – di certo ben oltre la metà – dimostrano di avere già percepito l’importanza della tutela in tal senso, avendo già adempiuto all’obbligo formativo; nostro interesse è però raggiungere la totalità degli interessati. L’argomento dei diisocianati può apparire a qualcuno un po’ più ostico e labile rispetto ad altre tematiche, in quanto schiume, sigillanti o altro sono stato usati per anni in maniera non corretta; ora si può agire per prevenire e contenere lo sviluppo di patologie anche gravi legate ad un uso improprio di tali sostanze».

Al fianco di Appia CNA Belluno anche l’Aulss 1 Dolomiti che ribadisce l’importanza di tale adempimento. «La formazione non è fine a sé stessa, ma permette di capire l’importanza e mettere in atto le misure di prevenzione e protezione indispensabili per tutelare la salute dei lavoratori», dichiara la dott.ssa Stefania Peterle, Dirigente Chimico Spisal. «Infatti i diisocianati sono una famiglia di molecole molto reattive, potenti allergizzanti sia delle vie respiratorie che della pelle, anche a dosi minime. I lavoratori predisposti che ne inalano i vapori o entrano in contatto diretto con la pelle, durante l’utilizzo – ad esempio, nell’ applicazione di schiume o vernici poliuretaniche – rischiano di sviluppare allergie, anche molto gravi, quali ad esempio l’asma allergico, con conseguente impossibilità di poter continuare a svolgere la propria mansione con queste materie prime. La norma europea ha stabilito l’obbligo formativo a seguito del riscontro in migliaia di lavoratori di malattia professionale a carico dell’apparato respiratorio, ben nota ai Medici del Lavoro». Il percorso formativo imposto dal nuovo Regolamento Europeo costituisce, quindi, un’opportunità di conoscenza per mettere in atto, consapevolmente, con attenzione e costanza, le previste misure di prevenzione e protezione.

Un po’ di storia. Lo scorso 23 agosto è entrato in vigore il Regolamento 2020/1149 dell’Unione Europea che ha previsto forti restrizioni per l’immissione sul mercato e l’uso di diisocianati nelle sostanze che li contengono, oltre all’obbligo di corsi di formazione per tutti i lavoratori, compresi gli autonomi, nel caso di interazione con essi. È stata la Germania nel 2016 a presentare all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) un apposito dossier che ha evidenziato, a livello europeo, la comparsa di oltre 5000 casi all’anno di asma professionale da diisocianati, un dato ritenuto inaccettabile.

La formazione. Data la rilevanza e la complessità della materia, Appia CNA Belluno in questi mesi ha affiancato i propri associati negli adempimenti di legge, organizzando su territorio provinciale diversi corsi di formazione e un seminario gratuito di approfondimento con il servizio Spisal provinciale; in essi viene ribadito l’iter per le corrette prassi di lavoro e l’importanza dell’utilizzo dei dispostivi di protezione individuale, oltre che per la formazione del personale. Come ricordato, vista la scadenza dell’agosto scorso, è obbligatorio svolgere la formazione quanto prima per non incorrere in sanzioni (da 40 a 150 mila euro) o nell’arresto.

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