Sicurezza idraulica, Borgo Piave al sicuro

BELLUNO – Borgo Piave dal punto di vista idraulico è ora al sicuro: sono stati ultimati i lavori di realizzazione del “cavaliere d’argine” che ora potrà entrare in funzione in caso di piena del Piave.

L’intervento ha previsto la realizzazione di un sistema di sollevamento dell’acqua “a scolo alternato con sifone a cavaliere d’argine”: si tratta di un tipo particolare di sifone che viene solitamente utilizzato proprio per aggirare gli ostacoli derivanti dall’argine di un fiume, posizionando una condotta che “scavalca” l’argine per poi ridiscendere e gettarsi nel corso d’acqua. È stata poi installata una pompa che avvia semplicemente il movimento dell’acqua dal bacino verso il fiume, dopodiché il flusso d’acqua continua autonomamente a mantenersi costante.

L’impianto coprirà un bacino di 6,45 ettari compreso tra Via Dell’Anta, Via Lungardo, Via Caduti del Ponte di San Felice, Via Uniera dei Zater fino all’intersezione con Via San Nicolò e la sponda destra del Fiume Piave e del Torrente Ardo.

Il costo dell’intervento, 310mila euro, è stato interamente coperto dalle risorse “fondo Vaia” nazionale, dopo che l’opera era stata inserita dalla Regione Veneto nel Piano degli interventi.

«Abbiamo ancora tutti ben impresse nella mente le immagini del passaggio della tempesta Vaia, della piena del Piave e dei disastri che ha causato in quest’area. – commenta il Sindaco Jacopo Massaro – Con questo intervento si mette finalmente in sicurezza un’area e un abitato che in passato hanno subito pesanti disagi; un risultato che è il frutto dell’impegno del Comune di Belluno che ha affidato l’incarico della progettazione e del gioco di squadra con la Regione, che ha inserito questo intervento tra quelli significativi per la sicurezza del territorio e della popolazione, e il Governo, che ha concesso il finanziamento».

«Finalmente i residenti di quest’area possono stare tranquilli. – aggiunge l’assessore ai lavori pubblici Biagio Giannone – È una problematica che fin da inizio mandato ho affrontato assieme ai cittadini; un’opera che certamente non salta all’occhio, ma che ricopre un ruolo fondamentale nella sicurezza dei cittadini; un intervento atteso da tempo, che ha avuto alcuni rallentamenti nella sua realizzazione a cause delle varie problematiche legate all’epidemia, e che ora diventa realtà grazie alla costruttiva collaborazione tra enti locali, regionali e nazionali. Si mette così fine a una storia nata quasi 20 anni fa con l’edificazione dell’area, che nel 2012 – con l’innalzamento del Piave e la risalita dell’acqua attraverso i tombini – ha visto i primi gravi danni negli scantinati e nel vano ascensore del condominio, e che nel 2018 ha toccato la situazione più drammatica con il passaggio della piena e l’esondazione del Piave in occasione di Vaia, con palazzi, garage e piazzale sommersi dall’acqua. Questo ha trasformato il problema in una grave questione di sicurezza dei cittadini e di protezione civile, permettendoci così di accedere ai fondi Vaia per la realizzazione dell’opera».

Alla cerimonia di inaugurazione dell’opera hanno partecipato anche l’assessore regionale alla protezione civile, Gianpaolo Bottacin, e il progettista, l’ingegner Paolo Peretti.

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