Meccanica, rincaro materie prime e materiali ferrosi mette a rischio la ripresa

BELLUNO – Il problema dell’aumento indiscriminato dei prezzi delle materie prime sta mettendo in grande difficoltà le imprese della meccanica, già fortemente penalizzate dal minore volume di attività conseguente alla crisi Covid-19.

Sin dall’inizio dell’anno, su iniziativa dei consigli direttivi di Confartigianato Meccanica, la Confederazione ha avviato varie iniziative tese ad approfondire il problema di questo rincaro, da ultimo la lettera inviata al Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti. 

Nella lettera è stato evidenziato che la contrazione degli ordini dovuta alla pandemia, il perdurare delle tensioni sui prezzi delle commodities e l’ipotesi di una variazione media annua dei prezzi di acquisto del 14,6% stanno determinando un maggiore costo dei materiali, in particolare di quelli ferrosi. Aumento che andrà a colpire oltre 69mila micro e piccole imprese del settore dei prodotti in metallo.

Tra le principali cause dei rincari viene evidenziata la strategia di politica industriale dei nuovi Paesi emergenti nel panorama globale. Strategia che sta mettendo in difficoltà non solo le grandi industrie del settore siderurgico e meccanico, ma anche e soprattutto gli imprenditori artigiani, i quali faticano a mantenere invariati i prezzi dal preventivo alla consegna.

«L’incremento dei costi – spiega la presidente di mestiere Meccanica di Confartigianato Belluno, Barbara Tessaro – genera tensioni sul conto economico delle imprese e mette a repentaglio la sopravvivenza delle stesse, visti i consistenti cali di fatturato dello scorso anno».

«Un altro problema che comincia a farsi sempre più pressante riguarda la difficoltà di reperire sul mercato le stesse materie prime, in particolare alcuni profili – continua la presidente di mestiere Carpenteria meccanica, Belen Romor –. L’instabilità delle condizioni di mercato, la difficoltà a reperire il materiale, la quasi impossibilità a ribaltare sul prodotto finito gli aumenti, stanno arrecando ma soprattutto continueranno ad arrecare anche nei mesi a venire, a tutte le nostre imprese danni ingenti con il conseguente rischio di dover nella migliore delle ipotesi ritardare commesse, nel peggiore dei casi addirittura rinunciarvi in quanto i maggiori oneri o la mancanza del materiale renderanno impossibile evadere gli ordini acquisiti. Forse è arrivato il momento di rivedere con estrema urgenza la tutela della siderurgia Italiana in tutta la sua filiera e magari anche concertare opportune sinergie a livello europeo, dal momento che una buona parte di quello che sta succedendo è sicuramente frutto di errate scelte fatte in un passato neanche così lontano. La richiesta che arriva forte e chiara anche dalla nostra associazione è quindi quella di intraprendere misure urgenti volte ad arginare le dinamiche improprie e pericolose che si stanno manifestando nel mercato delle materie prime e a eliminare gli ingiustificati e straordinari incrementi dei prezzi».

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