Appello di Federalberghi Belluno Dolomiti al Ministro D’Incà

BELLUNO – «A seguito di recenti contatti con il Ministro D’Incà abbiamo inoltrato un documento riepilogativo delle principali criticità ed esigenze che gli operatori del comparto turistico bellunese quotidianamente ci manifestano», così Walter De Cassan, presidente di Federalberghi Belluno Dolomiti, informa di aver aggiornato il Ministro sulla gravità della situazione in cui versa la filiera turistica bellunese.

«Questo documento», afferma De Cassan, «è il rafforzamento di quanto già più volte manifestato, espresso e portato all’attenzione delle forze di governo negli ultimi mesi. Ancora non abbiamo chiarezza di quali scenari ci aspettano dal punto di vista pratico rispetto ai tempi di apertura della stagione invernale; ciò che preoccupa ancor di più però è l’incertezza sui ristori che a gran voce chiediamo a tutti i livelli».

«Le proposte sottoposte al Ministro sono frutto di condivisione con i colleghi dell’Associazione Albergatori di Cortina e di Federalberghi Nazionale e Regionale; i temi cruciali sui quali è urgente intervenire a tutela delle imprese dell’accoglienza sono molti; alcuni esempi? Un efficacie sistema di ristori ed una maggiore chiarezza ed estensione sul fronte “esenzione IMU”; strumenti che permettano ai nostri collaboratori e dipendenti annuali e stagionali di attutire il colpo della mancanza di lavoro; la necessità di intervenire sui sistemi di credito per una maggiore flessibilità e durata dei finanziamenti; l’urgenza di riparametrare alla reale operatività le pesanti voci di bilancio riferite ad esempio alla tassa rifiuti ed al canone speciale RAI».

«L’allarme di una stagione invernale che si prospetta ormai irrimediabilmente persa», conclude De Cassan, «non può che trovare soluzione in interventi economici di supporto davvero efficaci; non l’aspirina per il raffreddore ma interventi strutturali tali da mettere le aziende nelle condizioni di poter ripartire non appena ce ne sarà la possibilità. L’intero comparto dell’accoglienza bellunese, dagli alberghi ai rifugi, dall’extra-alberghiero professionale ai campeggi, così come i pubblici esercizi e tutte le imprese che vivono di turismo, sta vivendo con responsabilità ed enormi sacrifici aziendali questo periodo dando fondo alle proprie risorse per far fronte all’impossibilità di lavorare. Il domani deve essere programmato su certezze operative e su sostegni mirati affinché il processo di spopolamento e di abbandono della montagna non subisca, con l’emergenza, il definitivo tracollo. Non bastano più la resilienza e l’amore per la propria terra in coloro che la abitano e vi lavorano! Se non si interverrà d’urgenza con politiche mirate per la montagna le conseguenze saranno drammatiche».

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