Il Veneto in zona arancione

BELLUNO – Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà in serata una nuova ordinanza che entrerà in vigore a partire da domenica 10 fino a venerdi 15 gennaio (data in cui scadrà il DPCM).

Il Veneto entrerà dunque in zona arancione, visto anche il pericolo imminente di una terza ondata.

Dai documenti emerge come la situazione epidemiologica nel Paese sia in peggioramento e come l’incidenza stia leggermente crescendo.

Per quanto inerente la Regione Veneto l’indice Rt oscilla in un intervallo tra lo 0,96 e lo 0,98 tanto da definire la situazione “delicata” con la preoccupazione di un nuovo rapido aumento del numero dei casi nelle prossime settimane.

Ma cosa cambierà in Veneto da lunedi 11 gennaio 2021?

Saranno consentiti gli spostamenti nel proprio comune senza autocertificazione e nel rispetto del coprifuoco, che rimane valido dalle ore 22 alle ore 5. Non ci si può spostare in altri comuni se non per i motivi consentiti.

Bar, ristoranti, pub, gelaterie pasticcerie, ect saranno aperti solo per l’asporto fino alle ore 22 e a domicilio senza limiti di orario. E’ sempre vietato consumare cibo e bevande nelle aree adiacenti ai locali.

All’interno dei negozi deve essere garantito il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, con ingressi dilazionati in modo da non creare assembramenti. Ovviamente non sono possibili acquisti generali in negozi al di fuori del proprio comune (se non per comprovate motivazioni).

Rimangono chiuse le palestre, centri sportivi e le piscine.

E’ sempre consentita l’attività motoria e sportiva, purché avvenga all’interno del proprio comune e all’aperto, nel rispetto delle regole di distanziamento.

«Mi rifiuto di pensare che questa sia una scelta politica, ma bensì una scelta scientifica fatta da tecnici. Il mondo della scienza ha un significato nella sua esistenza. Ci stiamo affidando all’Istituto Superiore della Sanità – ricorda il governatore Luca Zaia nella diretta odierna – e non vi è maggior ente esperto in materia. Abbiamo un ritardo di due settimane rispetto all’andamento Covid che sta interessando gli altri stati, quindi visto il pericolo imminente di una terza ondata dobbiamo stare a quanto ci viene richiesto dall’ISS. Ci deve essere però un decreto di appoggio a tutte quelle realtà che stanno subendo, senza colpa, questa situazione. E vigileremo in tutto questo».

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