Nevegal, la posizione di amministrazione e maggioranza

Il Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro

BELLUNO – L’amministrazione comunale e la maggioranza consiliare di Palazzo Rosso non ci stanno e rigettano le accuse sulla questione Nevegal.

Il Sindaco di Belluno e i rappresentanti della maggioranza in consiglio comunale ricordano come sia stato fatto tutto il possibile, anche esercitando competenze non in carico al Comune: «La competenza sugli impianti a fune e sul turismo sono in carico alla Regione, mentre la proprietà degli impianti è dell’Alpe del Nevegal che – dopo aver fatto le proprie valutazioni – ha deciso di non riaprire quest’estate. Come Comune non potevamo certo stare a guardare e abbiamo cercato tutte le strade possibili per giungere a una soluzione positiva, nonostante non competesse al comune occuparsene».

Il Sindaco ripercorre le tappe che hanno portato alla situazione odierna: «Per il bene di tutti, in questi mesi abbiamo valutato diverse soluzioni, dall’affitto diretto da parte di un privato alla via estrema della gestione tramite Bellunum, producendo tutta la documentazione che ci è stata richiesta. Al contrario, non abbiamo ricevuto quanto da noi richiesto perché, per darci la documentazione necessaria a firmare il contratto di affitto degli impianti, ci è stato chiesto in cambio di garantire la segretezza dei dati della società Alpe del Nevegal. Al di là del fatto che non condividiamo l’idea di muoverci senza che i Cittadini conoscano cosa stiamo facendo, le normative – giustamente – impongono alle amministrazioni pubbliche e alle società partecipate la massima trasparenza su tutte le operazioni. Sarebbe bastato che l’Alpe rinunciasse a tenere segreti i propri conti per consentirci di aprire per l’estate».

Si ricordano, come già fatto nel corso dell’ultimo consiglio comunale, anche le date delle trattative tra Alpe e Bellunum: il 6 luglio il primo incontro, il 9 la richiesta di Bellunum ad Alpe della documentazione amministrativo-contabile e tecnica, attesa per il 15 luglio, e il sollecito inviato il 17 luglio. Il 16 luglio Bellunum ha chiesto al direttore dell’esercizio degli impianti una quotazione tecnico-economica, che nella risposta del 29 luglio affermava che sulla base delle informazioni a lui trasmesse non era prevista la riapertura degli impianti. 

«I tempi tecnici c’erano tutti: – aggiunge il primo cittadino – questo ci era stato confermato anche da tecnici che in passato si erano occupati degli impianti e da altre società esterne che avevamo contattato per effettuare i lavori di manutenzione necessari ad aprire per l’estate e che Alpe del Nevegal non aveva effettuato. Per tutti loro, i tempi erano compatibili con l’apertura del mese di agosto e non a caso il Comune, nella variazione di bilancio, aveva stanziato le risorse necessarie».

L’intera maggioranza consiliare non accetta le accuse di disinteresse verso il colle: «In questi anni, sono stati importanti gli investimenti sul Nevegal: dai sentieri per le mountain bike all’Infopoint, fino all’ultima variazione di bilancio che avrebbe permesso di avere già un servizio navetta alternativo alla seggiovia, se il voto contrario delle opposizioni all’immediata eseguibilità non avesse allungato i tempi. È chiaro quindi che da parte nostra c’è tutto l’interesse a mantenere viva e attrattiva una località turistica così importante soprattutto in un periodo in cui, per l’emergenza sanitaria, la montagna con i suoi grandi spazi diventa ancora più attrattiva, ma sempre investendo con attenzione le risorse pubbliche».

«Non siamo interessati ad alimentare ulteriori polemiche che non portano a nulla: – chiosa il Sindaco – siamo al lavoro da tempo e arriverà presto a conclusione l’accordo di programma con la Provincia di Belluno e altri enti, tra i quali contiamo di poter annoverare anche la Regione Veneto che finora ha promesso 12 milioni solo per il Nevegal, poi diventati un milione per il Nevegal ed infine un unico milione per tutte le stazioni sciistiche del Veneto, con l’obbiettivo di convogliare in Nevegal altre risorse oltre a quelle messe a disposizione dal Comune. Non si arresterà comunque il lavoro relativo all’apertura degli impianti di risalita, per la quale abbiamo anche incaricato una società che mi risulta abbia pressoché completato la prima parte del suo lavoro, presupposto per le operazioni straordinarie».

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