Coronavirus: in Veneto “Fase 2” in sicurezza per le attività produttive

VENEZIA – La fase 2 della riapertura delle attività produttive, in Veneto, è abbinata a un dettagliato Piano Regionale, che si articola in un “Manuale per la riapertura delle attività produttive” e in uno specifico “Progetto Pilota”.

Il documento è stato approvato lunedi dalla Giunta regionale con una delibera presentata dall’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin.

Il Manuale, confrontato con le parti sociali già il 30 aprile, è destinato prioritariamente a tutti soggetti con ruoli e responsabilità in tema di tutela della salute nei luoghi di lavoro. Fornisce indicazioni operative finalizzate a supportare tutte le attività produttive a garantire misure per la tutela della salute dei lavoratori: sia aziende che non hanno mai sospeso l’attività, sia aziende che si apprestano a ripartire, secondo le disposizioni dei provvedimenti governativi, per consentire loro una ripresa delle attività in sicurezza.

Si divide in 10 diverse indicazioni operative, ognuna delle quali viene approfondita fin nei minimi particolari:

  • Pulizia, decontaminazione e aerazione degli ambienti di lavoro.
  • Informazione ai lavoratori e a tutti i frequentatori dell’azienda.
  • Limitazione delle occasioni di contatto.
  • Rilevazione della temperatura corporea.
  • Distanziamento tra le persone.
  • Igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie.
  • Dispositivi di protezione individuale.
  • Uso razionale e giustificato dei test di screening.
  • Gestione degli eventuali casi positivi.
  • Ruolo del Medico competente.

Il Progetto Pilota, che interessa 70 aziende di tutto il Veneto, per un totale di 13.000 lavoratori, segue quello già attuato con 8 ditte padovane e 1.200 lavoratori che aveva dato esisti molto positivi, con un tasso di positività dello 0,4. Questo maxi ampliamento progettuale è finalizzato a testare il modello (sanitario, organizzativo e informativo) per la riapertura e la prosecuzione delle attività produttive e valutarne l’estensione e la sostenibilità su scala più ampia.

Gli obbiettivi specifici sono:

  • Individuazione dei flussi informativi e delle modalità di contatto più appropriate, tra le singole aziende e le strutture del sistema Sanitario Regionale, per la circolazione delle informazioni, anche sanitarie, ritenute necessarie per la tutela della salute pubblica e del lavoratore.
  • Caratterizzazione epidemiologica della diffusione del virus nella popolazione lavorativa, mediante l’individuazione di soggetti già infettati, guariti, immunizzati e suscettibili.
  • Acquisizione di informazioni sulla sieroprevalenza e su suoi eventuali determinanti (come area geografica, classe di età, genere, mansione lavorativa.
  • Acquisizione, nelle more di un intervento di armonizzazione nazionale, di elementi informativi utili a individuare l’utilizzo più appropriato dei diversi test diagnostici e di screening disponibili, nonché a supportare il processo di validazione dei diversi test sierologici da parte delle strutture tecnico-scientifiche preposte.
  • Verifica dell’efficacia delle misure di contenimento attuate negli ambienti di lavoro e acquisizione di elementi per valutare eventuali azioni correttive.
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