Fase 2, hotel aperti ma gli agriturismi restano chiusi

Guiotto con la moglie Daniela nella sala vuota

BELLUNO – Nell’Italia che sta ripartendo, gli agriturismi di Agriturist Veneto chiedono di poter aprire almeno per quanto riguarda l’ospitalità. Contrariamente a quanto consentito agli hotel, gli agriturismi ora possono accogliere il personale ospedaliero, ma non gli operai e i dipendenti aziendali come accade invece per gli alberghi. Perciò Agriturist Veneto lancia la campagna social con gli hashtag #ospitalitàinagriturismo e #apriamogliagriturismi.

«Ci sentiamo penalizzati per una discriminazione che danneggia i nostri agriturismi veneti», sottolinea Leonardo Granata, presidente regionale di Agriturist, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura. «Riteniamo che ci sia stata un’attività di lobby degli albergatori, che è riuscita ad avere un canale preferenziale riuscendo a escluderci. Con il dpcm entrato in vigore il 4 maggio gli albergatori possono infatti ospitare non solo il personale sanitario, ma anche gli operai che lavorano nei cantieri e i dipendenti delle aziende che hanno ripreso l’attività. Noi invece possiamo far pernottare solo chi lavora in ospedale. Diamo atto al governatore Luca Zaia di aver fatto ciò che poteva con la sua ordinanza. Ora gli chiediamo di adoperarsi con il governo affinché si possa sanare una situazione intollerabile».

Conferma Massimiliano Guiotto presidente di Agriturist Belluno, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura, titolare dell’agriturismo Zugni Tauri de Mezzan a Grum di Villabruna: «Nei tempi di vacche grasse, tutti lavorano e anche la concorrenza si acuisce. Purtroppo, in questo momento difficilissimo, dove alberghi e agriturismi sono vuoti da mesi, quando arrivano dieci clienti tutti cercano di accaparrarseli. È una guerra tra “poveri” che non ha senso, perché ritengo che, se il trend dei dati sul Covid sarà questo, tra non molto riapriremo tutti e potremo riprendere la nostra attività. Già alla scadenza di questo dpcm si potrebbe ripartire, anche aprendo i nostri parchi alle persone per pic-nic, dato che le nostre ampie tenute garantiscono il distanziamento sociale più di altre strutture. Per noi, comunque, è assolutamente improcrastinabile una ripartenza in giugno, anche per le malghe in montagna e per tutte le strutture che sono fondamentali in montagna per mantenere l’ambiente e presidiare il territorio».

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