Dazi USA sul vino, De Carlo: «Allarme per l’economia»

BELLUNO – «Il silenzio istituzionale sui dazi americani che probabilmente si abbatteranno sui vini italiani nei prossimi giorni è assordante e imbarazzante. Rischia di essere un dramma per l’economia vitivinicola italiana, e veneta in particolare; il ministro Bellanova riferisca subito in aula»: il deputato di Fratelli d’Italia e segretario della Commissione Agricoltura della Camera, Luca De Carlo, accende i riflettori sull’emergenza che dal 13 gennaio rischia di abbattersi sui produttori italiani.

«Da lunedì, per colpa del “caso Airbus” tra USA, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna, rischiano di abbattersi sui nostri vini dazi fino al 100% del valore delle bottiglie. Vuol dire chiudere le porte e i mercati a un’eccellenza italiana, l’eccellenza di un Paese che non dovrebbe nemmeno essere coinvolto in questa discussione», ricorda De Carlo.

«Pensiamo al danno che causerà ai produttori di prosecco nel Trevigiano: nel solo 2019, quando per la prima volta l’export verso i Paesi Extra UE ha superato quello all’interno dell’Unione Europea, l’esportazione verso gli USA ha superato i 100 milioni di bottiglie di un prodotto di eccellenza unico, tanto che la loro area di produzione è entrata nel patrimonio mondiale dell’Unesco. I dazi porterebbero conseguenze drammatiche: un incremento di offerta nel mercato interno, con un conseguente crollo del valore del prodotto, e la ricerca di altri mercati, situazione che però porterebbe sempre a un ribasso dei prezzi. Si rischia poi di lasciare spazio nel mercato americano ai prodotti “taroccati”, di minor qualità e di altrettanto minor valore, come già accade per i prodotti lattiero-caseari: cosa che non potrebbe accadere se questo governo accogliesse la proposta di Fratelli d’Italia di introdurre un logo Made in Italy sui prodotti agricoli e di allevamento. In ogni caso, si tratta di una vera bomba per l’economia vitivinicola, che potrebbe far registrare chiusure di aziende e perdita di posti di lavoro: molti importatori americani hanno già annullato o congelato i propri ordini, in attesa di capire cosa accadrà da lunedì, e senza mercato non può esserci lavoro».

«Avevo già lanciato un appello al Governo lo scorso ottobre proprio sulla questione dazi, affinchè dimostrasse di avere un minimo di orgoglio», sottolinea De Carlo.

«Nulla è stato fatto e, anzi, il silenzio è calato sulla questione, che ora è pronta ad abbattersi come una furia sui nostri produttori: non resta che sperare nell’incontro di martedì tra gli operatori economici statunitensi e il Commissario europeo al commercio, Phil Hogan. Nel frattempo, chiedo che il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, venga subito in aula a riferire su quanto fatto e sui possibili scenari».

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