Dell’Agnola, una spedizione esplorativo-scientifica nella Penisola Antartica

AGORDO – Chi conosce Dell’Agnola sa bene che non ama i luoghi freddi; meglio le soleggiate pareti Californiane del Capitan nella Yosemite Valley o le amate Dolomiti in piena estate, ma un’occasione del genere non poteva essere perduta. L’invito da parte del Cai di Biella, organizzatore della spedizione, e degli amici e compagni di altre esperienze in giro per il mondo, Marcello Sanguineti e Gian Luca Cavalli, è arrivata a sorpresa ed ha richiesto un’organizzazione febbrile alla quale hanno preso parte ditte importanti (Karpos, Dolomite, Scarpa, Cocoon, dF Sport Specialist, Vesuvio, Universat, Tintoria Fissaggio 2000…), il Cai Nazionale il Cai Accademico e il CNR.

Il progetto è ambizioso: esplorare la Graham Land, la porzione di Penisola Antartica situata a nord di 66° S. In questa regione i tre scalatori hanno individuato alcuni obiettivi alpinistici interessati: pareti e addirittura montagne non ancora scalate. In particolare la spedizione si concentrerà sulla Trinity Peninsula, dove, a Bone Bay, si ancorerà la Ice Bird, la barca a vela che, dopo l’impegnativa traversata di cinque giorni del canale di Drake, fungerà da campo base, nei momenti di riposo. Altro approdo sarà Cuverville Island, nell’area del Gerlache Strait e Port Lockroy, nella Wiencke Island.

La spedizione, che in terra ferma si avvicinerà alle catene montuose con sci e slitte, per trasportare il tantissimo materiale occorrente per scalare e porre dei campi avanzati, avrà anche un risvolto scientifico, che gli è valso un finanziamento del Ministero Dell’Istruzione e Ricerca (Muir) e l’organizzazione logistica dell’Istituto di Scienze Polari (ISP) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Grazie alla collaborazione con il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide e i Progetto ECOAS, TRA, Emwrging Contaminants in Antarctic Snow, Sources and TRAnsport, i tre alpinisti, durante i loro spostamenti, svolgeranno un’attività di prelievo di campioni di neve superficiale a diverse quote e successivo filtraggio con l’obiettivo di permettere lo studio delle sorgenti e del meccanismo di trasporto a lungo raggio di nuovi contaminanti nell’ambiente antartico e l’analisi delle conseguenze ambientali di tali processi in aree polari e la loro gestione in aree antropizzate.

Dell’Agnola non sarà solo impegnato alpinisticamente, ma a lui è affidata anche la realizzazione di tutta la documentazione foto e video con la quale verrà gestita la comunicazione in tempo reale e successivamente realizzato un documentario che racconterà gli aspetti alpinistici, esplorativi e scientifici della spedizione.

Poiché i tre protagonisti vivono la passione per l’alpinismo nel tempo libero, in un continuo “gioco a incastri” con famiglia e lavoro, grazie alla collaborazione di Montagna TV e alla pubblicazione di un diario per podcast, cercheranno di raccontare, ogni volta che sarà possibile, e far conoscere agli appassionati di montagna una spedizione realizzata da alpinisti in terre remote che, nell’immaginari collettivo, sono solo prerogativa di chi pratica l’alpinismo per professione.

La partenza dall’Italia è avvenuta il 28 dicembre.

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