Associazione per la Tutela dei diritti del malato: «Cerchiamo forze nuove»

BELLUNO – C’è bisogno di linfa nuova per l’associazione bellunese per la Tutela dei diritti del malato.

La Onlus, nata nel 2001, si è distinta nel corso di questi 19 anni, per i brillanti traguardi raggiunti in campo sociale e sanitario, perseguendo un preciso intento: fonire supporto concreto al cittadino, spaziando dalle pratiche burocratiche – come ad esempio la presentazione di una domanda di esenzione da ticket o il cambio del medico di famiglia – a questioni più complesse e delicate, come l’assistenza nel caso di danni subiti a seguito di errore medico o di diritti violati.

Ora però l’associazione necessita di un rinnovo, a partire dalla figura di un coordinatore dei progetti. La presidente Bice Gallo Menegus guarda avanti e fa un appello a giovani e meno giovani che abbiano a cuore il prosieguo delle attività. Per mancanza di ricambio, infatti, l’associazione rischia di chiudere a fine anno e, a quel punto, verranno meno i numerosi servizi offerti.

Ma quali sono i compiti della Onlus? «L’associazione svolge un servizio di consulenza medico-legale gratuito, tramite un coordinatore, che a sua volta si avvale di una rete di medici legali, consulenti e avvocati che supportano il lavoro dei volontari», spiega la presidente. «Cerchiamo di assicurare l’assistenza medico-legale in tutti quei casi che richiedono un’attenta analisi dei fatti che possono aver procurato danno fisico ed esistenziale al paziente nell’ambito di strutture pubbliche e private. Inoltre pratichiamo consulenze per questioni di ticket, rimborsi e spese mediche, pratiche di riconoscimento di invalidità civile, ecc».

«In media – spiega Scipione Frizzi, componente del direttivo in qualità di coordinatore – per quanto riguarda l’assistenza per danni subiti, vi sono circa 5 casi l’anno che richiedono un lungo tempo di studio della documentazione, che poi sarà sottoposta al consulente medico legale. A quel punto si deciderà, d’accordo con la famiglia dell’interessato, se proseguire o meno nel contenzioso tramite avvocato. Molti casi sono andati a buon fine: ad esempio, due pazienti che hanno subito danni, a seguito di interventi per la cura di ernia al disco, il primo in struttura pubblica, il secondo in struttura privata, hanno ottenuto risarcimenti pari rispettivamente a 500 mila euro e 150 mila euro».

A chi accetterà di assumere l’incarico di coordinatore, sarà garantito un anno di affiancamento. La nuova figura dovrà necessariamente essere determinata e obiettiva, consapevole di non poter destare nel paziente false illusioni; tavolta, infatti, le richieste possono non essere fondate, eccessivamente pretenziose o giuridicamente non sostenibili e questo sarà fatto presente con la dovuta sincerità e discrezione.

Non si richiede una preparazione specifica ma è preferibile qualche conoscenza in campo sanitario da un punto di vista legale e tecnico.Eventuali candidati, o persone desiderose di conoscere più da vicino l’associazione, possono rivolgersi al Comitato d’Intesa/Csv di Belluno (0437 950374, info@csvbelluno.it) o direttamente all’associazione alla e-mail charlygrimpeur@gmail.com.

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