Luca Vignazia in bici lungo la Jadranska Magistrala

Prosegue l’avventura sui pedali del bellunese Luca Vignazia che in questi giorni sta pedalando in terra straniera. A seguire la tappa ciclistica di sabato 26 ottobre 2019.

Per poter pedalare a lungo bisogna mangiare bene e spesso: ieri (ndr, giovedi), mentre mi dirigevo a Dubrovnik, avevo fatto una sosta in due bancarelle trovate lungo la strada, nella zona delle coltivazioni di arance e mandarini.

Nella prima avevo acquistato dei mandarini; nella seconda del succo di melograno.

Oggi (ndr, sabato) ho pensato di fermarmi ancora per bere il succo. Appoggio la bici e mi avvicino ma sembra che non ci sia nessuno: solo dopo qualche secondo da dietro una specie di bancone esce il venditore: stava dormendo.

Subito mi fa assaggiare mandorle e fichi secchi di sua produzione; appena gli chiedo del succo di melograno, mi mostra con orgoglio la sua spremi agrumi, acquistata in Turchia, e mi prepara due bicchieri di nettare rosso e buonissimo, che, dice, “dovrebbe bastarmi per arrivare fino a Split”. Mi prende in simpatia: quando sto per ripartire, va dietro il bancone e torna con un chilo di mandarini, in omaggio. Cerco di fargli capire che non ho spazio ma… nulla da fare. Ne mangio due, lì, e gli altri li infilo nello zaino, in ogni buco libero. Saluto e riparto.

Dopo qualche chilometro è ora di pranzare: vedo una locanda lungo il fiume Narenta. Non c’è nessuno, tranne cinque uomini che fumano e bevono nella veranda e un cagnolino che ogni tanto abbaia. Mi siedo e mi portano il menù: mentre rifletto su cosa potrebbe contribuire, oltre al succo bevuto poco prima, a farmi arrivare a Split, la signora viene e capisco che vuole propormi il piatto del giorno: prova a spiegarmi di cosa si tratta ma, quando vede che non capisco, mi dice di seguirla. Da quella che penso sia la cucina esce un uomo sdentato con un piatto in mano con sopra una specie di canederlo di carne accompagnato da poche patate. In inglese mi dice che lo mangia sempre un campione di kajak ungherese che viene qui ad allenarsi. Gli dico che va bene, ma che voglio più patate. Quando mi arriva il piatto, con due polpettone e mezzo chilo di patate, mi domando se ce la farò, a mangiarlo e a digerirlo. Mi chiedo anche se vanificherà le proprietà del succo del melograno o le potenzierà. Mangio tutto e, quando sto per finire, la solita signora, in omaggio, mi porta due mandarini.

Ho lo zaino pieno, di mandarini. Ne mangio uno per cortesia, pago 10 euro, sarebbero 9,00 ma le lascio la mancia, e riparto, carico di energia, di patate e di mandarini.

La miscela melograno patatosa mi annebbia fino a Makarska, dove, dopo un paio di esplosioni, mi permettere di spingere come se non ci fosse un domani, fino a Split: stasera mangio perché devo ma… non ho fame.

Devo annotarmi il ristorante e chiamarlo, per farmi dire la ricetta magica del polpettone di carne con patate del campione di Kajak.

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