Alpinisti Cima Ovest di Lavaredo: il Soccorso alpino continua a monitorare la cordata

AURONZO DI CADORE – Ieri sera alle 20.20 circa il capo del Soccorso alpino di Auronzo è stato contattato nuovamente dai due alpinisti spagnoli, per il cui mancato rientro dalla Cima Ovest di Lavaredo era scattato l’allarme la notte precedente.

La coppia, 45 anni lui, 36 lei, di Barcellona, che ieri mattina – individuata dopo una notte all’addiaccio a metà della Via Cassin – aveva rifiutato il recupero con l’elicottero per proseguire autonoma nella scalata, aveva raggiunto la cengia alta, ma si trovava in difficoltà e chiedeva informazioni sul rientro.

Dalle foto ricevute, i soccorritori avevano capito che i rocciatori si trovavano dalla parte opposta rispetto alla normale.

Dopo aver spedito loro due relazioni, spiegando dove si trovavano esattamente e cosa avrebbero dovuto fare, li hanno invitati ad attendere le prime luci e ripartire all’alba, per non mettersi in condizioni di rischio dato che avevano già passato una notte in parete.

Dopodiché è stato chiesto al personale del Rifugio Auronzo di andare a tranquillizzare i genitori dell’uomo, la cui madre già ieri mattina aveva avuto un malore causato dall’agitazione.

Questa mattina i soccorritori hanno mandato un messaggio al rocciatore per sapere come stavano.

Non ricevendo risposte, è stato chiesto ai genitori se volevano che intervenisse l’elicottero per una seconda perlustrazione.

A risposta affermativa, è intervenuta l’eliambulanza di Treviso che ha imbarcato personale del Sagf per indirizzare l’equipaggio sulla via.

Appena individuati, anche questa volta, pur essendo poco distanti da dove si trovavano ieri sera e malgrado il tempo in peggioramento, gli scalatori hanno rifiutato di essere imbarcati e l’elicottero è rientrato.

Più tardi l’uomo ha iniziato a mandare foto degli ancoraggi e della vista della Cima Grande per far capire la propria posizione e avere indicazioni.

Su sollecitazione a chiedere subito l’intervento del 118, se pensava di non riuscire a scendere viste le brutte previsioni del tempo, per non rendere molto difficile il loro rientro – e sottolineando la preoccupazione dei suoi genitori – l’alpinista non ha più risposto.

Il Soccorso alpino sta continuando a monitorare la cordata.

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1 Commento

  1. Leggendo l’articolo e applaudendo il soccorso alpino e tutti coloro che si stanno prodigando per monitorare i due alpinisti spagnoli, sarebbe opportuno quando rientrano dalla loro esperienza di scalata presentargli un bel conto salato e se possibile impedire loro di scalare le montagne qui nel veneto.

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