Drone in volo con le Frecce Tricolore, pilota intercettato dal team Dronezone

Francesco Geraci del team Dronezone impegnato nella sicurezza anti-drone a Lignano

PORDENONE – Voleva avere un ricordo dell’Air Show con le Frecce Tricolori riprese dall’alto grazie al suo drone Dji Mavic Pro, ma sfortunatamente per lui a Lignano aveva appena preso servizio anche Dronezone che, in collaborazione con gli organizzatori della manifestazione, aveva il compito di sorvegliare il cielo… appunto da eventuali droni “abusivi”.

“Uno scatto fotografico” sicuramente affascinante nel contesto dell’evento “W Lignano 2019”, ma ritenuto troppo pericoloso per la sicurezza tanto che il cittadino polacco, proprietario del drone, ha rischiato di far ritardare l’esibizione o addirittura di farla saltare.

A gestire da terra le operazioni anti-drone c’era il team della Dronezone di Pordenone, una società specializzata in mezzi aerei a pilotaggio remoto che tempestivamente ha individuato il drone polacco e in collaborazione con le forze dell’ordine hanno provveduto all’atterraggio forzato.

«Un’operazione delicata e molto pericolosa per tutti i presenti, sia spettatori che piloti impegnati nella manifestazione» commenta Francesco Geraci della Dronezone, «perché un aeromobile a pilotaggio remoto (APR o più comunemente drone, ndr) non può volare in certe situazioni, come per esempio durante un air show come quello delle Frecce Tricolori. Per farlo bisogna essere autorizzati dal responsabile di manifestazione ed essere inseriti nel programma, nonchè dallo stesso comandante della Pattuglia acrobatica nazionale presente sul posto, come noi di Dronezone che siamo stati autorizzati appunto per svolgere attività dimostrativa e di controllo pre show e per l’attività Drone Detection. Non tutti comprendono che un drone non è un giocattolo, ma bensì un aeromobile a tutti gli effetti, anche se pilotato da terra, quindi occupa uno spazio aereo che in quel preciso momento era dedicato ad una manifestazione di aerei e elicotteri civili e militari.»

L’attività di monitoraggio non vuole essere un “attacco al settore” anzi vuole tutelarlo da chi, con queste azioni, può far passare un messaggio negativo dell’uso dei droni, mentre ci sono ad oggi migliaia di Piloti che operano da professionisti.

Infatti il drone “abusivo” polacco non si è limitato a qualche fotografia a bassa quota, ma bensì ha raggiunto i 500 metri di altezza rispetto al livello del mare, quindi oltre a volare in uno spazio aereo riservato, era a tutti gli effetti un pericolo per spettatori e piloti.

«Appena ci siamo accorti dell’intrusione di un drone nello spazio aereo riservato, grazie all’utilizzo dei nostri sistemi siamo riusciti ad individuare il punto preciso di decollo e soprattutto la location della stazione di pilotaggio a terra, cosi da permettere alle forze dell’ordine di “acciuffare” il pilota abusivo e garantire il proseguimento della manifestazione» spiega Loris Pegoraro del team Dronezone.

Una fotografia costata cara al pilota polacco che è stato denunciato, mentre il drone è stato sottoposto a sequestro.

«E’ importante sapere che non basta acquistare un drone per usarlo come e dove si vuole», conclude Geraci, «bisogna conseguire due tipologie di attestati per divenire piloti e soprattutto bisogna conoscere le norme e regole dell’aeronautica per poter volare tranquilli e divertirsi senza spiacevoli inconvenienti, come accaduto al turista polacco.»

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito internet www.drone-zone.it oppure seguire la pagina Facebook www.facebook.com/Drone.Zone.it.

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