Divina Commedia, una versione in dialetto bellunese di Paolo Paoli

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PEDAVENA – Un’impresa davvero titanica: la versione in dialetto bellunese (con una mescolanza di parlate in uso in varie località della Val Belluna) dell’intera Divina Commedia: 100 canti per un totale di 14.233 versi, di cui non ci si è limitati a mantenere il senso – ed già è cosa non semplice ricercare le corrispondenze in vernacolo dei singoli termini danteschi – ma riproponendo anche la struttura in terzine di endecasillabi a rime incatenate.

Un’impresa, questa che ha richiesto 20 anni di lavoro e ricerche, portando alla pubblicazione (in proprio) delle tre cantiche dantesche dal 2010 ad oggi, in tre volumi con illustrazioni di vari artisti veneti (Vico Calabrò, Italo Pradella, Riccardo Schweizer, Alessandro Paleari).

Cosa ha indotto l’autore Paolo Paoli, nativo di Sovramonte, classe 1940, ma residente da tempo a Pedavena, ad affrontare questo sforzo immane? Certo prima di tutto la grande passione per l’opera dantesca, affrontata dapprima al Liceo Tiziano di Belluno, città dove si è trasferito con la famiglia, dopo un’infanzia lamonese: ma si sa le reminiscenze scolastiche si cancellano in fretta.

Dopo una breve esperienza alla “Bocconi” di Milano, si è trovato ad affrontare la professione presso un Istituto Bancario, che lo ha portato in giro nell’intera provincia.

E’ solo una volta raggiunta la pensione che ha potuto dedicarsi allo studio di questa insuperata produzione letteraria, riscoperta anche attraverso i commenti più noti ed in particolare grazie alla prestigiosa edizione dell’Enciclopedia Dantesca della Biblioteca Treccani.

Da quest’ultima ha appreso non solo cha la “Divina” era stata tradotta in quasi tutte le lingue, ma anche in diversi dialetti italiani (romagnolo, genovese, calabrese, pugliese, napoletano, romanesco e veneziano).

Mancava ancora una versione bellunese. E allora perché non provarci? Tutto è iniziato come una sfida personale, o come ama dire l’autore, un esercizio ludico, senza particolari ambizioni letterarie, almeno all’inizio. Poi col tempo, è divenuto un impegno gravoso, da affrontare con scrupolo linguistico, anche nell’intento di avvicinare all’opera lettori non particolarmente acculturati, dischiudendo loro le meraviglie dell’originale.

L’Amministrazione comunale di Pedavena, per tramite organizzativo della Biblioteca Civica, ha deciso di omaggiare questo concittadino pedavenese, dedicando al suo gigantesco lavoro, “La Divina Comedia in Val Beluna”, una serata-spettacolo, che prevede l’introduzione critica del prof. Salvatore Liotta, già dirigente dell’Istituto Comprensivo di Pedavena ed autore del testo “Il viaggio di Anna Rech”; brevi interventi dell’autore e lettura di alcuni canti in dialetto di Nelso Salton, che propone anche intermezzi musicali al contrabbasso. Una serata, che negli intenti degli organizzatori, vuole essere scorrevole, nel tentativo di coniugare la cultura popolare all’alta letteratura.

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