A Belluno diagnosi precoce del glaucoma grazie ad una nuova strumentazione

BELLUNO – L’Unità Operativa autonoma di Oculistica  ha recentemente implementato la diagnostica del glaucoma con un OCT di ultima generazione generosamente donato da un cittadino  che desidera rimanere anonimo. Lo strumento è stato in questi mesi  oggetto di un corso di formazione per tutto il personale (medici oculisti e ortottisti) della provincia di Belluno. Il corso è stato organizzato dal dott. Marco Vaccaro ed è stato tenuto dal responsabile tecnico della ditta  produttrice   e da  un oculista esperto nel modulo glaucoma dell’ OCT, dott. Tito Bertoni.

OCT è un acronimo che significa Tomografia a Coerenza Ottica; in pratica  lo strumento è costituito da un emettitore di luce che proietta un fascio luce all’interno dell’occhio e,  grazie ad un fenomeno chiamato di interferometria a bassa coerenza,  consente di misurare le distanze tra i tessuti con elevata precisione, misurando il tempo di ritardo dell’eco di luce che viene riflessa o retrodiffusa dalle differenti strutture incontrate dal fascio luminoso. L’OCT Spectral Demain di  Heidelberg in dotazione all’U.O.A. di Oculistica, rappresenta,  al momento, uno degli strumenti più idonei ed innovativi per la diagnosi precoce del glaucoma.

Questo OCT di ultima generazione consente non solo lo studio delle fibre nervose attorno al disco ottico ma possiede un modulo per eseguire la “segmentazione’’ degli strati retinici interni  e misurare lo spessore delle cellule ganglionari. Ciò  consente di eseguire un’ analisi selettiva di ciascun  singolo strato della retina compreso quello che è maggiormente coinvolto nelle fasi precoci della malattia glaucomatosa. Inoltre L’OCT spectral demain rappresenta una  metodica non invasiva che  non comporta alcun contatto con la superficie oculare e richiede pochi minuti per la sua esecuzione è dunque una  valida alternativa all’esame del campo visivo nel paziente con un sospetto glaucoma; oltre ad essere più efficace nel riconoscimento precoce della malattia richiede un tempo di esecuzione inferiore rispetto al campo visivo. Consentirà, perciò, di richiedere  meno esami del campo visivo con una riduzione delle liste di attesa in tale ambito.

Il glaucoma è chiamato “il ladro silenzioso” perché  la malattia ruba, progressivamente , le fibre nervose del paziente, riducendone così il campo visivo senza che questi se ne accorga se non negli stadi finali quando ormai è troppo tardi per intervenire. Il danno prodotto dal glaucoma inoltre  è irreversibile, quindi la partita si gioca nel riconoscimento precoce della malattia quando questa è nelle fasi iniziali  e praticamente asintomatica .

L’esame del campo visivo rappresenta attualmente il gold standard  per seguire il paziente già affetto da glaucoma. Non rappresenta però l’esame più idoneo per la diagnosi precoce di quei pazienti che hanno dei fattori di rischio per il glaucoma e in cui la malattia non si è ancora manifestata . Perché il campo visivo possa evidenziare un danno glaucomatoso,  è necessario che almeno il 20-30% delle fibre nervose sia andato perduto. 

“A Belluno presso l’Unità  Unità Operativa Autonoma di Oculistica – afferma il direttore dott. Francesco Sperti –  vengono eseguite  circa 35.000 prestazioni l’anno. Di queste 3300 circa sono svolte per seguire pazienti affetti da glaucoma. E’ una patologia la cui prevalenza aumenta con l’età : dal 2% circa della popolazione  a 40 anni si passa a quasi il 10% sopra i 70 anni. Ribadiamo che la pericolosità della malattia sta nel fatto che decorre, nella stragrande maggioranza dei casi, senza dare alcun sintomo. Tutti coloro che presentano uno o più fattori di rischio per il glaucoma (familiarità per la malattia, aumento della pressione oculare, spessore ridotto della cornea, aumentata escavazione della testa del nervo ottico) sono possibili candidati ad eseguire l’OCT che rimane comunque un esame che può essere richiesto solo dal medico oculista perché le informazioni che dà, per quanto preziose, devono essere integrate con un approfondito esame clinico del paziente.”

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