
FELTRE – Il 12 e il 13 gennaio scorsi si è svolto a Roma l’evento di apertura (kick off meeting) del progetto NCPeH, iniziativa finanziata dalla Commissione Europea che ha come obiettivo lo sviluppo ulteriore del fascicolo sanitario elettronico regionale in chiave di interoperabilità, non solo nazionale ma anche europea.
Il progetto, che avrà una durata di circa 4 anni, coinvolge Il Ministero della Salute quale capofila, la Regione Emilia Romagna, la Regione Lombardia e la Regione del Veneto, che per lo svolgimento delle attività si avvarrà della collaborazione dell’Azienda ULSS n.1 Dolomiti e del Consorzio Arsenàl.IT.
Nel corso di questo periodo verranno definite, in raccordo con i tavoli di coordinamento a livello europeo, una serie di specifiche tecniche che garantiranno l’interoperabilità tra i Fascicoli Sanitari Elettronici regionali e di altri Paesi europei, permettendo lo scambio transfrontaliero di dati sanitari. In sostanza saranno stabilite linee guida condivise per garantire che i vari fascicoli siano collegati e che i dati siano leggibili in qualsiasi paese ci si trovi a dover essere curati.
In particolare, alla compagine veneta è stato affidato il coordinamento dell’attività di test dell’infrastruttura informatica, che vedrà la sperimentazione, anche nella realtà locale veneta, di due servizi.
Il primo servizio ad essere sperimentato sarà il “patient summary”, una scheda riassuntiva sull’anamnesi del paziente, che verrà resa fruibile alle strutture di pronto soccorso e al medico turistico. Tale scheda sarà disponibile non solo per i pazienti italiani ma anche per i pazienti di altri paesi europei ed alcune sintetiche informazioni saranno tradotte in italiano anche se prodotte in altre lingue e viceversa.
Il secondo passo riguarderà la ricetta farmaceutica dematerializzata, che consentirà agli utenti di ritirare i farmaci prescritti dal proprio medico anche al di fuori dal territorio regionale o Stato di residenza.
Il progetto è replicato contemporaneamente in tutti e 28 i paesi dell’Unione Europea al fine di garantire, in un prossimo futuro, l’estensione di questi servizi a tutta la popolazione europea.
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