Diritti nascosti, lo Spi Cgil di Belluno fa recuperare oltre 17 mila euro

BELLUNO – Francesco, 70enne feltrino ex dipendente di una ditta privata, è in pensione da 5 anni. Nel 2015, stimolato dalla campagna sui diritti nascosti dello Spi Cgil, si è fatto verificare la pensione dalla Lega Spi di Feltre. Ha così scoperto di aver diritto all’assegno al nucleo familiare che gli spettava da 3 anni e mezzo e ha recuperato circa 1.600 euro di arretrati, in più il suo assegno mensile da ora in poi sarò integrato con 36,15 euro in più.

Maria, pensionata 66 enne di Ponte nelle Alpi, ha invece alle spalle 21 anni di lavoro che ha dovuto lasciare per seguite l’anziana madre malata. Percepiva una pensione minima. Grazie al sindacato, però, s’è resa conto di aver diritto alla maggiorazione sociale e al suo incremento e ora può contare su 82,64 euro in più al mese e attende gli arretrati degli anni passati, corrispondenti a circa 2.300 euro.

Ecco due semplici esempi degli importantissimi risultati raggiunti dallo Spi Cgil di Belluno  grazie alla campagna sui diritti nascosti (o inespressi) lanciata anche quest’anno dallo Spi Cgil del Veneto e all’impegno dei propri operatori che controllano gratuitamente le pensioni degli anziani e verificano se gli stessi abbiano o meno diritto a quegli importi aggiuntive che l’Inps eroga solo su richiesta del diretto interessato.

Fra gennaio e ottobre 2016 gli operatori dello Spi di Belluno hanno controllato più di 300 pensioni per lo più inferiori ai 750 euro lordi mensili e nell’84% dei casi in capo a donne. Risultato? Le verifiche hanno evidenziato che nel 18% delle pratiche controllate il pensionato ha diritto a ricevere dall’Inps importi aggiuntivi. Stiamo parlando di  integrazioni al minimo, assegni  e maggiorazioni sociali, bonus annuali, quattordicesime, assegni al nucleo familiare, supplementi di pensione. Diritti nascosti, appunto, che in dieci mesi hanno permesso di recuperare più di 17 mila euro di arretrati a favore di 57 anziani bellunesi, una media di 302 euro a pensionato. Ma, al di là degli arretrati, i beneficiari potranno contare anche su un assegno mensile più consistente o su un importo aggiuntivo annuale prima mai riscosso pur avendone diritto, come la 14esima mensilità.

“Da circa 3 anni – spiega Rita Turati, segretaria generale dello Spi Veneto – l’Inps non invia più a casa dei pensionati la busta paga. Noi, in accordo con l’Ente previdenziale, ci facciamo inviare la busta del pensionato che ne faccia richiesta e controlliamo se esistano dei diritti inespressi, ovvero se l’anziano abbia diritto a una prestazione aggiuntiva, di solito riservata ai redditi più bassi, che viene elargita solo su domanda del diretto interessato”.  molti pensionati possono integrare il proprio assegno con altre somme spesso indispensabili per condurre una vita più dignitosa. I risultati ottenuti anche quest’anno ci inducono a proseguire con la nostra attività e con la nostra campagna che si rivolge per lo più a persone anziane con problemi economici e di salute”.

In questo modo, sottolinea Renato Bressan, segretario dello Spi Cgil di Belluno, “molti pensionati possono integrare il proprio assegno con altre somme spesso indispensabili per condurre una vita più dignitosa. I risultati ottenuti anche quest’anno ci inducono a proseguire con la nostra attività e con la nostra campagna che si rivolge per lo più a persone anziane con problemi economici e di salute”.

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