L’appello del SAP ai Bellunesi: “Insieme contro la rottamazione della sicurezza”

BELLUNO – L’apparato della sicurezza è fortemente debilitato. E’ purtroppo una verità ineludibile ed inconfutabile – afferma la Segreteria Provinciale del SAP bellunese. Il Governo dei rottamatori è intenzionato a stanziare in maniera seria risorse per uomini e mezzi ?  O ha per caso intenzione di rottamare l’unica cosa che non va rottamata e che si chiama sicurezza! Attualmente ci sono pesanti carenze di organico, mancano 45mila unità nelle Forze dell’Ordine, di cui 17mila nella sola Polizia di Stato e l’età media degli operatori è salita a 47 anni. Tutto questo è frutto del turnover al 55% ovvero 55 nuove assunzioni ogni 100 pensionamenti. Al 31 dicembre 2015 – precisa il SAP – tra Questura e Commissariato di Cortina mancavano 34 unità, alla Polizia Stradale 23 (13 a Belluno, 4 a Feltre, 6 a Valle di Cadore). Oggi il saldo negativo tra Questura e Commissariato è di meno 35 unità e i nuovi 8 agenti arrivati a giugno (6 a Belluno e 2 a Cortina) non sono stati un incremento – come più di qualcuno ha dichiarato – bensì la sostituzione, per così dire, dei 9 che nel frattempo se ne erano andati, chi in pensione, chi trasferito. C’è una sola Volante per turno, due sono una rarità, quando dieci anni fa se ne vedevano anche tre. E a Cortina, molto spesso, in alcuni turni non ce n’è nemmeno una. C’è bisogno di sicurezza reale  – prosegue la nota del SAP – e non di sicurezza percepita. Ed invece oggi sembra si punti più su quest’ultima, facendo intervenire una tantum – in giornata e poi via – qualche equipaggio del Reparto Prevenzione Crimine di Padova. Nell’ultimo periodo la nostra provincia ha registrato un’escalation di furti, prima in Valbelluna e poi in Alpago. E a quei cittadini – a giusta ragione – poca importa sapere che i dati diffusi recentemente indichino Belluno come sesta provincia più sicura d’Italia nel 2015. Sapere infatti che nelle altre parti del Paese va peggio non può che essere una magrissima consolazione! In questi giorni il fenomeno dei furti si è ridimensionato, grazie al senso del dovere dei colleghi delle Volanti che – anche se delusi da recenti ed opinabili dinamiche interne – hanno risposto positivamente alle richieste della Dirigenza prolungando Volontariamente – in straordinario – il servizio serale fino a tarda notte. E grazie anche ad altri degli uffici investigativi che, su disposizione del Questore, sono stati distolti dai loro compiti in orario diurno per essere impiegati in turni serali, con inevitabili ripercussioni sulla normale attività quotidiana. Ma quanto potrà durare tale sforzo?

La coperta è corta, troppo corta e la statistica impietosa – che ci auguriamo venga smentita – ci dice che la vera stagione dei furti non è ancora iniziata. E quanto potrà durare lo sforzo dei cittadini ‘rondisti’? A loro – che recentemente abbiamo visto in polemica con il Prefetto – va tutta la nostra solidarietà e un grazie per la preziosa collaborazione; Ma anche un monito a non intervenire direttamente ma solo a segnalare, per evitare di essere doppiamente vittime poiché le leggi attuali – purtroppo – sembrano tutelare più chi delinque di chi si difende. E’ un grazie imbarazzante quello nostro a questi bellunesi – continua il SAP – perché quando il cittadino è costretto dagli eventi a fare la ‘ronda’ per difendere la sua proprietà significa che c’è qualcosa che non va. E quando – prima dell’escalation dei furti – succede che l’unica Volante su Belluno debba andare alle 5.30 di mattina a Pieve d’Alpago per un sopralluogo di furto perché altre pattuglie non ce ne sono, significa che c’è veramente tanto che non va! Da queste pagine – come Sindacato Autonomo di Polizia – lanciamo oggi un appello ai cittadini affinché ciascuno ci aiuti a far arrivare un messaggio ai politici di riferimento in vista dell’approvazione della Legge di Stabilità che – auspichiamo – possa allocare i fondi necessari al comparto di sicurezza per un’inversione di tendenza. La sicurezza interna di un Paese non può e non deve avere colore politico – afferma la Segreteria Provinciale del Sap bellunese – ma deve – al contrario – essere una priorità condivisa da tutte le forze parlamentari. E’ necessaria un’Indagine Conoscitiva. I poliziotti chiedono alla classe politica di assumersi la responsabilità di Conoscere per poter decidere per il bene della brava gente e sappiamo – purtroppo – che tanti ancora non conoscono perché non hanno mai approfondito o peggio non hanno voluto approfondire. Da più di due anni oramai, come SAP denunciamo più di ogni altra sigla sindacale, la debilitazione dell’apparato della sicurezza, determinata dai tagli lineari della spending review. Innumerevoli sono state le note e le iniziative sia a livello nazionale che locale, è tutto documentato sulla pagina Facebook Sap Belluno e sul sito www.sap-nazionale.org.

A febbraio, durante lo sciopero della fame (61 giorni e 25 kg persi ) del nostro Segretario Generale Gianni Tonelli contro i tagli alla sicurezza e contro la repressione delle libertà costituzionali (sospeso dal servizio un Dirigente sindacale SAP per aver mostrato a stampa e tv le inadeguatezze dei materiali in dotazione alla polizia, ndr), abbiamo scritto all’On. De Menech (PD) affinché promovesse nell’ambito della Commissione Affari Costituzionali della Camera un’Indagine Conoscitiva finalizzata ad accertare le motivazioni di tale sciopero. Abbiamo scritto poi ai membri del Consiglio Comunale bellunese auspicando la presentazione di una mozione analoga a quella presentata da diversi Consigli Comunali e Regionali in tutto il Paese, tra cui Venezia. Nessuna risposta concreta, solo un apprezzato intervento del Consigliere Bortoluzzi, un gradito messaggio di solidarietà da parte dei Consiglieri Balcon e Pingitore e un intervento – successivo – sulla stampa, del Sindaco Massaro, che nell’occasione sembrava proprio non aver capito la portata della questione. E’ un fiume in piena il SAP, che prosegue “A dicembre 2015 e lo scorso aprile, per ovviare alle carenze di organico dell’ufficio stranieri, tuttora in assoluta difficoltà, con il fenomeno dell’immigrazione in continua evoluzione – abbiamo scritto prima al Questore e poi direttamente al Presidente della Provincia affinché valutassero la stipula di una specifica convenzione per l’utilizzo diretto di ‘lavoratori socialmente utili’ sulla scorta di quanto avviene da tempo in tutte le altre Questure venete nonché nel locale Tribunale. Ad oggi nessuna risposta. E continua “A marzo, dopo la sua uscita in una nota trasmissione televisiva nella quale definiva ‘bugia’ quanto denunciato da Tonelli relativamente ai giubbotti antiproiettile scaduti, abbiamo scritto all’On. Malpezzi (PD) per invitarla a Belluno a constatare di persona quali sono le reali condizioni in cui lavorano i poliziotti, magari con giornalisti al seguito che possano ben documentare la reale situazione. Ci aveva scritto che sarebbe venuta ‘presto’, che non si sarebbe dimenticata e noi la stiamo ancora aspettando fiduciosi e ben lieti di mostrarle che le nostre strutture sono inadeguate e sporche, con un contratto che prevede 25 ore settimanali per le pulizie ordinarie di 4500 mq ovvero l’equivalente di 45 grandi appartamenti; che gli equipaggiamenti sono obsoleti, che i caschi sono ancora oggi quelli marci, che i giubbotti antiproiettile delle Volanti – anche per inefficienze locali !! – sono ancora quelli scaduti; che i poliziotti anche quest’anno sono stati costretti a comprare di tasca loro le polo; che per i nuovi arrivati a giugno non ci sono ancora le nuove giacche a vento e che per mancanza di fondi e ridicole lungaggini burocratiche, quest’anno diversi non si sono ancora esercitati al poligono. La aspettiamo – conclude la nota del SAP – per dirle forte, a lei e di rimando a tutta la classe politica, che siamo pochi !!! che i poliziotti e i cittadini non ne possono più e soprattutto per farle prendere coscienza che noi la raccontiamo giusta e chi non la racconta giusta è forse quel qualcuno al Governo che continua a dire che va tutto bene, che è tutto sotto controllo.

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1 Commento

  1. In questi giorni ho letto sommariamente l’articolo del SAP di Belluno che tratta sulle condizioni ambientali, strumentali, operative, etc, del proprio personale impegnato giustamente nella prevenzione e nella repressione soprattutto di eventi delittuosi che avvengono nel territorio Bellunese, in cui spesse volte non riesce a gestire pienamente la situazione mirata a salvaguardare l’incolumità delle persone e delle cose proprio per mancanza di personale, auto di servizio, tecnologia, etc.
    Addirittura il personale della Polizia di Stato impegna proprie risorse personali per mandare avanti il servizio di controllo del territorio per i motivi di cui sopra.
    Da cittadino privato che per vari motivi conosce un po’ le difficoltà operative della Polizia di Stato e più in generale delle Forze di Polizia anche Locali, trova un senso di amarezza quando sente che queste problematiche ormai consolidate da anni vengono puntualmente fatte rilevare alle Autorità competenti ed ad atri canali informativi che possono essere di stampa, di televisione ed altro quasi esclusivamente dalla Polizia di Stato e dalla Polizia Locale e marginalmente, almeno questo mi sembra di intravedere, dalle rimanenti Forze di Polizia.
    Ma non vi è il detto che l’unione fa la forza? Credo fermamente che le problematiche di un Corpo di Polizia debba necessariamente essere supportato anche dalle altre Forze proprio perché i problemi del territorio coinvolgono tutti gli apparati di sicurezza.
    Dico questo perché difficilmente la Guardia di Finanza e l’Arma dei Carabinieri mi sembra che non pubblicano articoli cosi precisi, puntuali, descrittivi, etc. come in questo caso l’ha fatto il SAP di Belluno.
    Ma i problemi non sono forse gli stessi o lo Stato sta usando tra queste Forze di Polizia pesi e misure diversi?
    Colgo l’occasione addirittura per comunicare che lo Stato in maniera furbesca definisce Forza di Polizia, la Polizia Locale che diversamente riveste un ruolo giuridico cosi importante ma che stà svolgendo in modo eccellente dal punto di vista operativo come tutte le altre Forze, senza avere però riscontro positivo in termini di contratto di lavoro, etc, eguale alle altre Forze di Polizia.
    Ma rimanendo nell’ambito delle problematiche rilevate dal SAP di Belluno, personalmente ho sempre ritenuto che il ruolo che riveste la Polizia di Stato nelle sue varie specificità è da definire importante sotto ogni punto di vista e che non è secondo alle a
    tre Forze di Polizia, ma che a mio modesto parere in questi anni è stato ridimensionato per motivi che ancora oggi non riesco a comprendere pur avendone una vaga ma concreta idea …
    Basti pensare che alcuni anni or sono lo Stato voleva ridimensionare i distaccamenti della Polizia Stradale, cosa che poi non ho più seguito e non sono in grado di sapere se ciò è stato condotto pietosamente a termine o no, quando dal mio punto di vista questo servizio è primario per la collettività ed è sempre stato condotto in maniera esemplare dalla suddetta Polizia Stradale che secondo me in materia è la prima della classe.
    Rilevato quanto sopra mi viene spontaneo pensare se veramente lo Stato ha un occhio di riguardo per la sicurezza dei cittadini, per la loro incolumità, per la loro libertà personale, la quale dovrebbe essere garantita dalla presenza continua e costante tramite il controllo del territorio dalle Forze di Polizia Statali e Locali oppure necessariamente in un prossimo futuro per difenderci come cittadini dall’aumentare della delinquenza dovremmo copiare il modello americano…
    Rilevo inoltre che è giunto il momento di definire i ruoli delle Polizie di Stato e Locali, in cui secondo la mia modesta opinione vi è una sovrapposizione di competenze quando nel nostro territorio sarebbe auspicabile una sola Polizia di Stato e una sola Polizia Locale a livello Regionale, quindi al bando tutto ciò che l’Europa ci stà contestando da anni.
    Concludo augurando a tutte le Forze di Polizia Statali e Locali Bellunesi e soprattutto al SAP un buon lavoro e il raggiungimento dei risultati in termini positivi di quanto lamentato giustamente di recente.
    Antonio della Provincia di Treviso.

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