Frane in montagna, Bottacin: “Su quella di Acquabona è responsabile Anas”

Cortina d'Ampezzo località Acquabona: lavori bonifica frana (L. Mares)

VENEZIA – “Innumerevoli volte è stato spiegato chi abbia il dovere, l’autorità e le risorse per affrontare i problemi derivanti dalle frane che incombono sulle strade statali, ma a beneficio in particolare del presidente degli albergatori di Cortina, che si ostina a parlare di rimpalli di responsabilità tra Regione e Anas, è sicuramente utile ribadire che la legge in modo chiarissimo stabilisce che la competenza è della società che gestisce la rete stradale e autostradale di interesse nazionale, che ha come socio unico il Ministero dell’economia ed è sottoposta alla vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle Infrastrutture”.

Risponde così l’assessore all’ambiente, alla protezione civile e alla specificità di Belluno, Gianpaolo Bottacin, all’attacco di Gianluca Lorenzi, presidente degli albergatori cortinesi, per il ripetersi dell’annosa questione della frana di Acquabona.

“Evito a Lorenzi anche di perdersi in una eventuale ricerca normativa, suggerendogli di andarsi a leggere l’articolo 2051 del codice civile e gli articoli 14, 30, 31 del codice della strada – prosegue l’assessore –: ne dedurrà, finalmente, che le frane di competenza della Regione sono quelle che interessano i corsi d’acqua e le strade regionali. Ciononostante e contrariamente ai giudizi poco lusinghieri del presidente degli albergatori sul nostro operato, ricordo che la Regione sta fornendo ad Anas il proprio supporto per la parte geologica: un aiuto non dovuto ma che siamo ben felici di poter dare affinché i problemi possano essere risolti”.

“L’impegno della Regione per fronteggiare il vasto e preoccupante fenomeno del dissesto idrogeologico è noto a tutti – sottolinea Bottacin –. Ad esempio, sulla frana della valle del Boite, che lo scorso anno ha causato distruzione e morte, siamo intervenuti tempestivamente e i cantieri non si sono mai fermati, come testimonia  anche il sindaco di San Vito di Cadore. La Regione non si è mai tirata indietro su questo fronte, investendo nell’ultimo anno oltre 6 milioni di euro. E le frane che abbiamo sistemato non hanno più dato problemi”.

“Voglio ricordare – conclude Bottacin – che un membro del governo un anno fa aveva promesso 100 milioni per le frane della valle del Boite, ma nessuno li ha ancora visti e chissà se e quando arriveranno. È strano che il presidente Lorenzi non si indigni per questo, anche in considerazione che un imprenditore come lui dovrebbe sapere che l’81,5% delle tasse del Veneto finiscono nelle casse dello Stato, come evidenziato da un recente studio della CGIA, ma solo una minima parte di quelle risorse viene restituita da Roma, in termini di investimenti, servizi, finanziamenti e incentivi, alla terra e alle comunità da cui sono state riscosse”.

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