Unioni civili tra persone dello stesso sesso in Comune di Belluno

BELLUNO – Il 5 giugno 2016 è entrata in vigore la legge n. 76 del 20 maggio 2016 riguardante la “Regolamentazione delle unioni civili dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”. Ieri, giovedì 28 luglio, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto «ponte» che disciplina le modalità per la tenuta dei relativi registri nell’archivio dello stato civile, in attesa dei regolamenti attuativi previsti dalla Legge 76/2016.

Per il Comune di Belluno, da lunedì 1° agosto, dal lunedì al venerdì, dalle ore 11.30 alle ore 12.30, sarà attivo il numero telefonico 0437 913477, al quale sarà possibile rivolgersi per prenotarsi per le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

La prenotazione telefonica servirà per determinare la priorità nella chiamata da parte degli ufficiali di stato civile per avviare la procedura relativa alla costituzione dell’unione civile.

Il Comune precisa che la prenotazione telefonica non comporterà l’avvio del procedimento amministrativo e non è produttiva di alcun effetto giuridico per gli interessati, che non muteranno il loro status fino al perfezionamento dell’unione davanti all’ufficiale dello stato civile con le modalità stabilite dalla legge e dai successivi regolamenti attuativi previsti dalla legge 76/2016 e in corso di pubblicazione.

Secondo la normativa, il procedimento davanti all’ufficiale dello stato civile del Comune deve essere preceduto da una richiesta congiunta corredata da dati anagrafici e da una dichiarazione che attesti l’insussistenza di cause impeditive alla costituzione dell’unione. L’ufficiale dello stato civile, secondo i tempi stabiliti dal Decreto, effettuerà le verifiche del caso, richiedendo d’ufficio ulteriori documenti e sollecitando eventuali rettifiche.

Le parti dovranno dichiarare anche il cognome e il regime patrimoniale scelto, che potrà essere anche quello della separazione dei beni.

Il decreto regolamenta pure le unioni civili costituite all’estero, che, allo stesso modo, saranno trascritte negli archivi dello stato civile. Lo straniero che, invece, voglia unirsi civilmente nel nostro Paese, dovrà seguire le stesse regole previste per le coppie italiane, allegando – in aggiunta alla documentazione – un nullaosta da parte dell’autorità competente del proprio Stato.

Il regolamento ministeriale appena uscito riguarda soltanto le unioni civili e non anche le convivenze di fatto (etero o omosessuali), per le quali sono previsti percorsi giuridici differenziati.

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