I consigli del pediatra sull’attività fisica

Ulss 2 Feltre

FELTRE – Stefano Marzini, direttore dell’UOC di Pediatria dell’Ulss 2, illustra i benefici dell’attività fisica, con particolare focus sui bambini.

Perché sarebbe importante lo sport nei bambini?

Innanzitutto per noi pediatri come per gli addetti del settore, dovremmo precisare meglio cosa si intende per sport, in base alla età dei bambini. Per esempio in età prescolare, forse è meglio parlare di psicomotricità, cioè dire movimento come momento esperienziale per conoscere il proprio corpo, lo spazio circostante, come momento di rilassamento, magari dopo due ore dove il bambino è rimasto concentrato a disegnare. Nella età scolare (scuola primaria, elementari), dovremmo parlare di avviamento allo sport, dove più che imparare dei gesti atletici specifici si cerca di creare i presupposti per uno sviluppo fisico e coordinamento armoniosi. Solo dalle medie si dovrebbe parlare di allenamento come attività destinata ad allenare il corpo in maniera specifica. Lo sport, può essere un momento utile anche per staccare dagli impegni istituzionali (compiti di scuola), imparare a vivere in gruppo (regole e relazioni tra pari e con un capo che devi rispettare), una occasione anche per le prime esperienze di distacco dal nucleo famigliare. E perché no, un po’ di emozione per l’evento sportivo agonistico, dove si impara ad accettare la sconfitta o il fatto che c’è qualcuno più bravo di te. Più in generale, lo sport dovrebbe far parte di uno stile di vita sano insieme ad altri aspetti.

Quali sono gli altri aspetti?

Nel rispondere potrei risultare banale, ma la nostra esperienza di pediatri ci dice il contrario. Gli altri aspetti sani sono: una buona e sana alimentazione. Meno fastfood o cibo spazzatura, meno bevande zuccherate, meno cibo preconfezionato, memo bevande gassate e zuccherate, meno grassi animali. Più dieta naturale, variegata. Dove i genitori devono dare l’esempio per primi. Meno internet, giochi elettronici, etc. Anche qui i genitori sono il primo esempio, buono o cattivo. Avere un adeguato ritmo sonno veglia, con un numero di ore adeguate di sonno. Tutte queste cose spesso comportano che il genitore sappia dire di no ai propri figli, cosa meno facile, meno appagante e più stressante.

In cosa lo sport può essere di aiuto, oltre all’aspetto sportivo.

La lista potrebbe essere lunghissima. Ne cito due su tutte. La prevenzione e la cura dell’obesità o sovrappeso. Questo problema viene spesso sottovalutato dai genitori e dai nonni che trovano piacere nel vedere il bambino vorace e “non vedono” il bambino che cresce in maniera vertiginosa di peso più di quanto cresca di altezza. I bambini che vediamo nel nostro ambulatorio di obesità, sono bambini che prima facevano sport e poi l’hanno smesso. Oppure che non l’hanno mai fatto, perché poco incentivati dai genitori, spesso loro stessi in sovrappeso. Sono bambini che non riusciamo a curare, perché spesso i genitori non li portano a sport perché non hanno tempo e voglia. Ovviamente a questo bisogna associare una correzione drastica delle abitudini alimentari di tutta la famiglia. Ci sono recentissime evidenze scientifiche molto solide, che ci dicono che i ragazzi che fanno sport, hanno perfomance\rendimento scolastico superiore a quelli che non lo fanno. E’ l’esempio concreto di come il corpo aiuta la mente e non solo viceversa. Questo fatto dura fino alle superiori. Anche se questo vale meno che in altri paesi, un buon rendimento scolastico è un potenziale presupposto per una migliore autostima e per posti di lavoro migliori.

Quale sport possiamo consigliare?

Innanzitutto consigliamo nei primi anni di rivolgersi a centri qualificati che facciano un buon e vero avviamento allo sport e non specializzato al specifico gesto sportivo. Secondo, assecondiamo uno sport e la sua intensità di applicazione, in base alle attitudini del bambino e non in base ai desideri dei genitori, che spesso trasferiscono sui figli le proprie ambizioni e rivalse. Ci capita, raramente, di vedere i genitori che trasferiscono sui propri figli le proprie ambizioni sportive i quali  possono sviluppare quadri come cefalea, dolore addominali, malesseri vaghi e altro. Se potessi scegliere suggerirei, uno sport di squadra e completo, ovvero che sviluppi tutto il corpo, gambe e braccia e parte sinistra e parte destra del corpo. Poi in realtà dipende dalla serietà e preparazione della società a cui uno si rivolge.

Cosa fanno o dicono le società scientifiche?

Posso parlare per quella di cui io faccio parte, la Società Italiana di Pediatria. La società in questione ha diffuso in maniera capillare la piramide dell’attività sportiva, dove sono dati dei suggerimenti, in termini di tipo di attività fisica e la sua frequenza, giornaliera o settimanale. Certo che poi alle istituzioni si rimanda per rendere le nostre città più a misura di ragazzi. Le società scientifiche poi si sono impegnate negli anni a smontare il binomio, patologia cronica = non sport. Specifiche evidenze invece ci dicono che l’asmatico e il cardiopatico in età pediatrica possono e devono fare sport, ovviamente sotto controllo e previa visita da parte di personale specializzato.

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