Dalla relatività generale di Einstein alle onde gravitazionali

Venerdì 29 aprile alle ore 20,30

Immagine archivio

PEDAVENA – “We have detected gravitational waves, we did it”. L’annuncio di David Reitze, Executive Director del laboratorio LIGO è di quelli che fanno la storia per essere riusciti, per la prima volta, a trovare evidenze sperimentali del passaggio di un’onda gravitazionale. Una scoperta che, nella comunità scientifica, è considerata di enorme importanza e che verrà raccontata durante una serata organizzata dall’Amministrazione Comunale di Pedavena, venerdì 29 aprile alle ore 20,30 presso il Centro Culturale S. Guarnieri da Stefano Oss, professore al Dipartimento di Fisica dell’Università agli Studi di Trento. Più sfuggenti dei già elusivi neutrini, che per decenni hanno dato indicibili grattacapi a fisici e astrofisici di mezzo mondo, più ricercate della materia oscura perché ipotizzate dal lontano 1916, cento anni fa esatti, da Albert Einstein, le onde gravitazionali erano diventate il sacro Graal della fisica, guadagnandosi, per la loro sfuggevolezza, persino un’aura di mistico mistero e di tacito scetticismo. Ma Einstein aveva ragione ancora una volta; ora lo possiamo dire con ragionevole confidenza. La mente del grande fisico era almeno 100 anni più avanti della strumentazione che sarebbe stata necessaria per confermare le sue previsioni teoriche. È quindi un momento importante. È come se fino a questo momento avessimo guardato il mondo sempre dalla stessa, limitata finestra e ora avessimo a disposizione una visione del tutto nuova da un punto di vista completamente diverso rispetto a prima. E sebbene l’utilità pratica della scoperta delle onde gravitazionali potrebbe non essere immediatamente alla nostra portata, torniamo indietro alla metà dell’800 in un laboratorio inglese in cui un certo Maxwell faceva esperimenti sugli strani fenomeni elettrici e magnetici, ignorando del tutto cosa avrebbe significato per l’umanità la comprensione che stava regalando al mondo. Se quell’ingenuo scienziato potesse avere oggi cognizione dei successivi sviluppi della sue ricerche, il suo volto si illuminerebbe del sorriso più profondo della storia; una smorfia che nasconderebbe 150 anni di una rivoluzione sociale e tecnologica che mai avrebbe potuto immaginare. Siamo di fronte a una rivoluzione nell’astrofisica, ma siamo anche testimoni in prima linea dell’impetuoso progresso scientifico che il genere umano ha compiuto nell’ultimo secolo; qualcosa che nella nostra storia non si era mai visto. La serata, intitolata “Dalla relatività generale di Einstein alle onde gravitazionali” e raccontata dal Prof. Oss, ruoterà intorno a questa importantissima scoperta dando spazio alle straordinarie prospettive nel prossimo futuro. Stiamo infatti riuscendo nell’impresa più difficile di tutte: comprendere il funzionamento dell’Universo. E se non è meraviglioso questo, non so cos’altro possa esserlo.

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