Presentato l’allestimento didattico itinerante proposto dal Comune di Belluno alle scuole

Belluno invasa 1917-1918

BELLUNO – E’ stato presentato sabato mattina all’Istituto “P. F. Calvi” l’allestimento didattico itinerante relativo alla Grande Guerra, dal titolo “AN DE LA FAN: Belluno invasa 1917-1918”, storia multimediale della Grande Guerra a Belluno, realizzato dal Comune di Belluno grazie a un contributo regionale.

Il progetto, curato dalla direttrice dell’Archivio storico del Comune, Orietta Ceiner e dall’arch. Stefano De Vecchi, curatore scientifico, si rivolge agli Istituti secondari di secondo grado della città e alle terze classi delle scuole secondarie di primo grado, mettendo a disposizione un allestimento didattico con supporti multimediali sul tema della Grande Guerra, partendo dagli esordi internazionali per focalizzarsi, attraverso le fonti archivistiche, sugli eventi propri del Bellunese, spesso inediti e sconosciuti, seppur rilevanti.

L’Archivio storico ha proceduto alla digitalizzazione ed elaborazione multimediale di tali fonti archivistiche, nell’intento di promuovere e favorire la conoscenza, lo studio, la riflessione storica e storiografica da parte di studiosi, storici, studenti e persone comuni attorno al tema della Grande Guerra e in particolare alle vicende bellunesi del 1917-18.

L’allestimento temporaneo è composto da quattro totem touch screen, proiettore, pannelli introduttivi e sagome umane tratte dalle fonti iconografiche. Il progetto è stato realizzato con largo ricorso all’ipermedialità, strutturando i contenuti in modo reticolare attraverso link, che permetteranno di passare da un testo scritto a un’immagine o viceversa, oppure da un’immagine all’altra, da una fonte sonora o filmato a un documento, a un testo o a un’immagine e via di seguito.

“AN DE LA FAN, Belluno invasa 1917-1918”, storia multimediale della Grande Guerra a Belluno, è stato corredato da un agile opuscolo, con sintesi dei contenuti proposti.

La prima scuola a ospitare l’allestimento per qualche mese è l’Istituto “P. F. Calvi”, seguiranno il Liceo Galilei Tiziano e l’ITIS Segato.

Inquadramento storico e fonti d’archivio

La Grande Guerra, snodo fondamentale nella storia contemporanea mondiale, vide il diretto coinvolgimento anche di Belluno e della sua Provincia.

Dopo la disfatta di Caporetto, il territorio bellunese subì pesantemente l’occupazione delle truppe austro-ungariche e tedesche dal novembre 1917 sino al successivo novembre 1918, tant’è che il periodo è rimasto a lungo impresso tragicamente nella memoria collettiva come “an de la fan” anno della fame – quale proverbiale lasso di tempo senza fine -, sia per i civili bellunesi rimasti in patria che per quelli esuli in Italia. Un anno di sofferenze e privazioni per la popolazione che evocava le antiche grandi carestie e le guerre del passato, pressoché scomparse dalla memoria collettiva.

Questi tragici accadimenti – soprattutto civili – del conflitto mondiale, sono stati oggetto di ben poca attenzione da parte della storiografia contemporanea soprattutto a livello locale.

Nell’ambito della commemorazione del Centenario se ne propone dunque lo studio partendo proprio dalle fonti archivistiche cosiddette minori, sinora ignorate, poiché la Grande Guerra è per la storia della città una tappa fondamentale, sulla quale ampliare la conoscenza con approccio scientifico, a partire dalla realtà dei fatti testimoniati dalle fonti storiche di prima mano.

L’Archivio storico del Comune di Belluno conserva una ricca documentazione in gran parte inedita, poco nota e pressoché trascurata da tutti coloro che si sono occupati a diversi livelli dell’evento.

Essa consiste negli atti prodotti dall’Amministrazione municipale di Belluno operante nell’omonimo territorio invaso; in quelli – in lingua tedesca – del Kaiser und Koenig Etappenbezirkommando; in quelli prodotti dal Municipio di Belluno ricostituito in sede extraterritoriale a Pistoia e portati a Belluno al termine del conflitto.

Vi sono poi altri materiali unici o rari, provenienti da fondi documentari privati conservati presso l’Archivio storico comunale: quelli del reparto militare Volontari Alpini di Cadore; quelli dell’Associazione Reduci e combattenti; quelli di Virginio Andrea Doglioni (1896-1969), volontario alpino del Corpo volontari alpini di Cadore; quelli a stampa raccolti dalla famiglia Miari, perlopiù avvisi-ordini del giorno (befehle), che quotidianamente venivano emessi in tedesco.

La documentazione sarà arricchita anche da anche altri rari materiali grafici e fotografici, provenienti da collezioni private e donati per l’occasione speciale.

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