Centraline idroelettriche, Bottacin: “Previste norme di tutela per i corpi idrici montani anche dalle autorità di bacino”

Regione Veneto

VENEZIA – Il Veneto ha chiesto e ottenuto l’introduzione di una norma restrittiva per quanto riguarda nuove derivazione ad uso idroelettrico sui corpi idrici dei bacini idrografici delle Alpi orientali. Lo annuncia l’assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin al termine della odierna riunione a Roma del Comitato istituzionale dell’Autorità di bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione e dell’Autorità di bacino del fiume Adige che ha adottato, fra i punto all’ordine del giorno, il primo aggiornamento del piano di gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali (Distretto Idrografico delle Alpi Orientali).

“Il testo in questione – precisa Bottacin – comprende infatti anche le linee guida relative agli aspetti di tutela dei corpi idrici e sarà approvato in via definitiva entro febbraio. Ma come Regione del Veneto, presente in questo Comitato insieme ai rappresentanti di cinque ministeri, della Regione Friuli Venezia Giulia e delle Province autonome di Trento e Bolzano, abbiamo chiesto e ottenuto che nel testo adottato in via preliminare fossero introdotte misure che mettessero un freno al proliferare delle richieste di autorizzazione per nuove centraline idroelettriche”.

Per preservare le caratteristiche di naturalità proprie dei piccoli bacini montani e dei torrenti, la norma prevede in particolare che non siano ammesse nuove derivazioni ad uso idroelettrico e neppure varianti significative a impianti esistenti se il bacino sotteso all’opera di presa sia inferiore o uguale a 10 km. quadrati. Le Province autonome del Trentino Alto Adige hanno chiesto per il loro territorio la previsione di una soglia meno restrittiva (6 kmq.).

“Un ulteriore aspetto che abbiamo voluto evidenziato – aggiunge Bottacin – è che anche per le derivazioni ad uso idroelettrico esistenti o che saranno realizzate sarà comunque effettuato un monitoraggio dello stato di qualità ambientale delle acque, che deve restare inalterato. In caso contrario sarà disposto il graduale incremento delle portate di rilascio fino a conseguire il ripristino dello stato ambientale”.

In vista dell’approvazione definitiva dell’aggiornamento del piano di gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali, l’assessore Bottacin fa presente che verrà attivato anche un tavolo di lavoro con l’obiettivo di arrivare ad una uniformità di linee guida per la tutela dei corpi idrici in tutto il Nord Italia.

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