Cop21: la sfida sul clima riguarda anche noi bellunesi

Confindustria Belluno Dolomiti

La sede di Confindustria Belluno Dolomiti

BELLUNO – Domenica si apre a Parigi il Cop21, la Conferenza dell’Onu sul clima. Per due settimane i rappresentanti di 190 paesi si riuniscono per tentare di frenare il riscaldamento del pianeta, limitare l’escalation nelle emissioni di CO2, arginare i disastri naturali provocati dall’aumento delle temperature nell’atmosfera e negli oceani. La Fao (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) calcola che, tra il 2003 e il 2013, il numero medio annuo mondiale di disastri causati dai fenomeni naturali, inclusi quelli legati al clima, è quasi duplicato rispetto agli anni Ottanta. Il danno economico totale stimato raggiunge 1,5 trilioni di dollari. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, assicura che l’Italia sarà in prima linea, per affrontare una sfida globale con ricadute ed effetti anche locali: in particolare su territori fragili come il nostro, esposto agli eventi meteorologici estremi, come abbiamo visto anche la scorsa estate. Una sfida che deve unire Stati con storie, istituzioni e visioni profondamente diverse, nella speranza che si raggiunga un accordo all’altezza delle aspettative. Una sfida che deve impegnare tutti: amministrazioni pubbliche, cittadini e imprese.

Da questo punto di vista, la nostra associazione è da tempo impegnata, a livello nazionale e locale, nel promuovere, in particolare tra le aziende, la cultura della sostenibilità, che va vista come un’opportunità di sviluppo e non come un vincolo. La percezione, purtroppo a volte diffusa, di un’industria allergica alle regole ambientali e insensibile alla domanda crescente di sostenibilità, non rispecchia affatto la realtà di un sistema produttivo che investe molto per garantire la compatibilità ambientale delle proprie produzioni e per sviluppare nuovi prodotti e tecnologie nei settori della green economy.

I risultati positivi non mancano: l’industria è il settore che ha ridotto maggiormente le proprie emissioni, prima, durante e dopo la crisi economica. Non solo. Nel periodo tra il 2005 e il 2013 l’industria ha diminuito i propri consumi energetici del 32,3%, a fronte di una diminuzion3e del valore aggiunto del 16,9%. Anche tra le imprese bellunesi, fisiologicamente attente ai temi ambientali, crescono le iniziative che vanno in questa direzione: risparmio energetico, efficienza, riduzione degli sprechi, produzione di energia da fonte rinnovabile, anche ad uso interno. Ne diamo periodica informazione nel portale wwww.greendolomiti.it, la piattaforma che Confindustria Belluno Dolomiti ha voluto attivare, unica in Italia, per diffondere la cultura della sostenibilità e per attivare contaminazioni positive su un tema tanto rilevante per il nostro futuro.

Spiace però constatare che sul tema del contrasto ai cambiamenti climatici e della conseguente valorizzazione delle energie rinnovabili c’è, soprattutto in provincia, un approccio ondivago, contraddittorio e spesso viziato da opportunismo politico e influenze ideologiche. Spiace perché anche il territorio bellunese, come quelli limitrofi, potrebbe essere al centro di una svolta orientata alla green economy e alla sostenibilità ambientale, aumentando così la sua attrattività, non solo turistica.

Parigi non è così lontana. E la sfida sul clima non si gioca solo lì. Come sostiene Jeremy Rifkin, «la ricetta giusta non è partire da accordi di vertice, ma dall’alleanza tra gli enti locali e le imprese per mobilitare le energie migliori dei vari territori». Anche a Belluno.

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