Grande successo dei Cantalaora al Guarnieri con “La Guera Granda”

Pedavena

PEDAVENA – Sala gremita di gente, venerdì scorso, 20 novembre, al Guarnieri di Pedavena, per l’anteprima de “La Guera Granda”, spettacolo teatral-musicale del Gruppo Cantalaora, che chiudeva la Rassegna “100 anni dopo: percorsi nella Guerra 1915-18”, organizzata dal Comune di Pedavena, in collaborazione alla locale sezione ANA. La rappresentazione ha coinvolto ed appassionato il pubblico presente, che non ha mancato di sottolineare il proprio apprezzamento con frequenti applausi, concludendo con una vera e propria ovazione di 10 minuti. Quello che ha convinto è la ricchezza e la varietà dello spettacolo, che alternava canzoni e musiche, attinte al repertorio tradizionale popolare, eseguite efficacemente dal Gruppo (Ivano Da Barp mandolino, armonica a bocca e voce; Guido D’Agostini, tastiera e voce; Valter Feltrin, chitarra e voce; Natale Pollet, contrabbasso e voce; Denis Sasset, fisarmonica e voce; Alberto Zannin, voce solista) su propri arrangiamenti originali, ad  immagini d’epoca di grande suggestione (foto e filmati) e testi, tratti per lo più da scritture private (lettere, e diari) di soldati dal fronte, letti e recitati con intensità da Francesco Padovani e Daniele Gazzi. Ma la forza dello spettacolo è insita nella molteplicità di registri emotivi, dal tono triste e malinconico dei soldati in trincea presi dalla nostalgia di casa e dei propri famigliari, sottolineata da canzoni come Pianzé pianzé putele, Ninna nanna della guerra e Quando sona l’Ave Maria”; al tono drammatico degli assalti e bombardamenti nei campi di battaglia, rimarcato da canzoni come Fuoco e mitragliatrici, Sui monti Scarpazi e Salarolo”; al tono satirico ben reso dal brano “Io sono l’imboscato” interpretato in perfetto stile Petrolini dal versatile Padovani, così come dal testo Grand Hotel della paura, parodia burlesca della guerra che girava in trincea nella forma di “fogli volanti”, venendo rappresentato negli spettacoli di varietà effettuati nelle retrovie per sollevare il morale delle truppe. La canzone di chiusura “Oh Gorizia” evidenzia lo “spirito pacifista” di cui è impregnato tutto lo spettacolo, che si avvale di un rigoroso impianto storiografico, contrapponendo alla versione “ufficiale” della Grande Guerra, la versione popolare della gente comune, soldati e civili che l’hanno vissuta sulla propria pelle, a costi umani elevatissimi. Non solo uno spettacolo, ma un momento di riflessione da cui è difficile uscire indifferenti.

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