Oltre le vette, dal 2 ottobre al 1 novembre la grande mostra “Montagne, fiumi, lagune di alberi”

Un'immagine di Bonatti nelle scorse edizioni (Fabio Barito)
Un'immagine di Bonatti nelle scorse edizioni (Fabio Barito)
Un’immagine di Bonatti nelle scorse edizioni (Fabio Barito)

BELLUNO – E’ ormai quasi completato l’allestimento della grande mostra “Montagne, fiumi, lagune di alberi”, l’esposizione che sarà inaugurata a Palazzo Crepadona, a Belluno, il 2 ottobre e che resterà aperta fino a domenica 1° novembre all’interno della rassegna Oltre le vette – Metafore, uomini, luoghi della montagna.

La mostra, allestita nel Cubo e nei loggiati dello storico palazzo al centro della città, ha avuto un primo, ridotto, allestimento nel mese di agosto a San Vito di Cadore e qui viene presentata arricchita di molte importanti opere. Saranno esposti quadri e sculture di grandi artisti del Triveneto dall’Ottocento ai giorni nostri, un percorso nella storia dell’arte di quasi due secoli che consente di attraversare i cambiamenti di tecnica e sensibilità nella raffigurazione di un soggetto, come l’albero, tra i più antichi e rappresentati della storia dell’arte.

“Mitologia degli alberi” è infatti il tema di questa 19a edizione di Oltre le vette, la manifestazione culturale organizzata dal Comune di Belluno che da quest’anno si avvale del sostegno della Fondazione Teatri delle Dolomiti per gli aspetti amministrativi e che presenta dal 2 all’11 ottobre quasi 40 eventi sul tema della montagna e dell’albero, reale o simbolico.

La mostra a Palazzo Crepadona, ideata da Flavio Faoro e Valeria Benni, e curata da Antonella Alban (che è anche autrice dell’introduzione al bel catalogo edito da DBS), è coordinata da “Bottega del quadro” di Feltre.

Il pubblico potrà ammirare opere pittoriche e di scultura su legno – queste nel suggestivo spazio del Cubo disegnato dall’architetto Mario Botta – a partire dai magnifici lavori di Guglielmo Ciardi e Piero Fragiacomo, per raggiungere, al termine di un lungo percorso fatto di paesaggi, luci, alberi e uomini, le creazioni di alcuni significativi artisti contemporanei. Dalle opere che riprendono l’antica tradizione lagunare veneta, dove la luce ha un ruolo determinante, ai lavori in cui l’albero è quasi un elemento ornamentale e decorativo del paesaggio pedemontano, agli artisti bellunesi per cui – scrive Antonella Alban nella prefazione del catalogo – “l’albero è protagonista di una visione cosmogonica della natura, è ritenuto simbolo di vita in quanto riunisce su di sé tutti gli elementi: l’acqua che circola attraverso la linfa, la terra da cui si sostenta tramite le radici, l’aria e la luce, e infine il fuoco che si sprigiona dal legno”.

Un discorso a parte meritano le raffigurazioni dell’albero in montagna, dove questo elemento, scrive ancora Antonella Alban, ”diventa solitaria e muta presenza, simbolo di vita in continua evoluzione, in ascensione verso il cielo quando viene contrapposto alla maestosità delle vette, (Pio Solero) o come testimone della perpetua rigenerazione della vita, immerso in un mondo meravigliosamente ordinato (Toni Piccolotto e Bruno Milano)”.

I nomi dei pittori da fare sarebbero moltissimi, da Luigi Nono a Luigi Cima, da Teodoro Wolf a Vittore Zanetti Zilla, ai più recenti Carlo Sovilla, Giuliano De Rocco, Fiorenzo Tomea, Masi Simonetti, Paolo Cavinato, Romano Ocri, ai giovani artisti contemporanei come Silvia De Bastiani, Tommaso Bet, Livio Ceschin, Graziella Da Gioz, e molti, moltissimi altri. Tra i tanti, il pubblico non potrà perdere due quadri ben poco noti di Dino Buzzati, opere di grande suggestione in cui un surrealismo evidente si sposa con una forza narrativa quasi da illustrazione, davvero sorprendenti.

E poi le sculture. In legno, ovviamente. Nello spazio circoscritto e straordinario del Cubo a piano terra del palazzo sono esposte opere di grandi interpreti del legno, artisti come Augusto Murer, Renato Soppelsa, Dante Moro, Angelo Scola, magnifico autore scomparso giovanissimo. Qui il legno si rivela quasi al tatto, tridimensionalmente, nella sua essenza di sostanza non neutra, ma partecipante e propositiva nel lavoro dell’artista. Venature, colorazioni, macchie, nodi, schegge “sono” l’opera d’arte, collaborano con l’artista a creare la figura, l’emozione, il messaggio. Per il visitatore una passeggiata magnifica, in fondo, in un “bosco” ligneo davvero straordinario.

Segnalare dunque tutti gli artisti e le opere in mostra che giustificano un viaggio a Belluno è impossibile: lo ripetiamo, opere di tutti i maggiori artisti Bellunesi e molti grandi pittori veneti (e qualcuno del Friuli o del Trentino) sono riunite per una occasione preziosa per visitare non certo una semplice antologica, ma un progetto artistico e un percorso guidato attraverso l’arte e uno dei soggetti più antichi della rappresentazione artistica, l’albero. Da notare poi che fino al 29 novembre sarà consentita la visita della mostra “Chiaroscuro – le matrici lignee di John Baptist Jackson” nel vicino Museo Civico. L’esposizione, curata da Denis Ton, conservatore del Museo, espone per la prima volta al pubblico alcune magnifiche opere in legno di questo grande incisore inglese.

La mostra “Montagne, fiumi, lagune di alberi” resterà aperta dal 2 ottobre al 1° novembre con il seguente orario: da martedì a venerdì dalle 10 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18. Il sabato fino alle 19 e la domenica con orario continuato dalle 10 alle 18. Il lunedì è chiusa. Il biglietto d’ingresso, che consente anche la visita dell’esposizione  al Museo Civico, è di 5 €. L’ingresso per le scolaresche accompagnate dagli insegnanti è gratuito.

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