Marco Sponga e Paolo Gasperin in mtb lungo l’Alta Via numero 1

Marco Sponga e Paolo Gasperin in bicicletta lungo l’Alta Via numero 1 dal Lago di Braies a Belluno
Marco Sponga e Paolo Gasperin in bicicletta lungo l’Alta Via numero 1 dal Lago di Braies a Belluno
Marco Sponga e Paolo Gasperin in bicicletta lungo l’Alta Via numero 1 dal Lago di Braies a Belluno

BELLUNO – Un’impresa che molti definirebbero impossibile: un percorso di 200 chilometri e oltre 10 mila metri di dislivello positivo, due amici e una grande passione per le due ruote a pedali. Questi i numeri dell’avventura che i riders bellunesi Marco Sponga e Paolo Gasperin hanno completato in sella alle loro mountain bike in soli cinque giorni. Scenario del lungo viaggio le Dolomiti, ripercorrendo il tracciato della conosciuta Alta Via numero 1, attraversando sentieri, valli, creste, strapiombi e i luoghi più invidiati dal mondo intero.

Partiti dal Lago di Braies il 10 agosto, i ciclisti amanti delle ruote grasse hanno raggiunto la centralissima Piazza dei Martiri a Belluno il pomeriggio del 14 agosto 2015.

Un’impresa studiata a tavolino da tempo e progettata studiando ogni singolo dettaglio, senza lasciare nulla al caso: “L’attrezzatura era stata modificata ad hoc per far fronte ai passaggi più impegnativi e l’equipaggiamento comprendeva il necessario per sopperire ad ogni evenienza”, spiega Marco Sponga, “abbiamo attraversato luoghi incantati ma nello stesso tempo colmi di trappole e dove l’errore non lascia scampo, quindi andava preveduto per la nostra sicurezza”. prosegue Paolo Gasperin: “È stata una bella cavalcata tra le nostre meravigliose montagne, non priva di difficoltà. Il meteo particolarmente bello in questo periodo ci ha aiutati molto”.

Ma non solo un’avventura, soprattutto una grande passione che i due protagonisti hanno vissuto in pieno, rispettando al massimo l’ambiente e attraversando le zone di riserva camminando con le biciclette in spalla o a spinta. Anche la sicurezza delle persone incontrate non è stata mai trascurata, così che lungo il tracciato molti escursionisti hanno incoraggiato e applaudito i due sportivi.

Per necessità di ciclabilità erano state apportate parziali modifiche al tracciato originale, tuttavia alcuni tratti erano obbligati e si sono rilevati particolarmente insidiosi. Un tracciato sempre molto complesso per ambiente, difficoltà tecniche e pericolo oggettivi. Ma la preparazione fisica, tecnica di guida e soprattutto la grande esperienza di montagna acquisita in tanti anni di attività in ambiente alpino, hanno aiutato i due bikers a superare agilmente le difficoltà incontrate.

Tra gli applausi dei sostenitori, amici e curiosi che hanno seguito l’avventura nei Social Network, all’arrivo in piazza a Belluno c’è stata anche una promessa da parte di Marco e Paolo: “Lavoreremo ulteriormente sulle modifiche al percorso nei mesi futuri per renderlo più accessibili e meno estremo, sperando possa diventare fruibile da un maggior numero di persone che come noi amano la vita all’aperto e soprattutto la bicicletta”.

Marco Sponga e Paolo Gasperin in bicicletta lungo l’Alta Via numero 1 dal Lago di Braies a Belluno
Marco Sponga e Paolo Gasperin in bicicletta lungo l’Alta Via numero 1 dal Lago di Braies a Belluno
Marco Sponga e Paolo Gasperin in bicicletta lungo l’Alta Via numero 1 dal Lago di Braies a Belluno
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2 Commenti

  1. Questi due ciclisti bellunesi meritano il 1° premio per l’amore e la fatica che hanno dedicato in cinque giorni andando sui sentieri tracciati e non delle montagne dolomitiche.
    Loro sanno interpretare nel modo giusto sia l’ambiente che il suo rispetto a differenza di tante altre attività rumorose e dannose all’ambiente montano permesse dalle varie comunità per gare motorizzate che portano solo danni ai boschi, agli animali, etc.
    E’ proprio a questi ciclisti che le comunità montane dovrebbero concedere dei piccoli contributi magari sotto forma di spese in quanto scoprendo la natura ed i suoi luoghi incontaminati raccontano a noi tutti che vi sono altre realtà straordinarie da scoprire. Bravissimi cari ciclisti Gasparin e Sponga. Se potete passate per Calalzo di Cadore e chiedete al Sindaco se a norma di legge vi puo’ concedere una parte degli introiti derivanti da coloro che pagano per raccogliere i funghi soprattutto da parte dei cosidetti “rapinatori turistici” cosi come questo Sindaco di Calalzo li ama definire.

  2. Antonio. Grazie per il bel commento. Condivido il tuo amore e rispetto per l’ambiente naturale.
    È questo lo spirito che ci ha accompagnatoi in questa splendida aventura.
    Ciao

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