Marco Imperatore, dal Cadore al Camerun con “Csi per il mondo”

Marco Imperatore primo da dx

Il diciannovenne di Vodo protagonista del progetto di volontariato sportivo che oltre al paese africano ha visto il Centro sportivo italiano lavorare anche ad Haiti e in Camerun

Marco Imperatore primo da dx
Marco Imperatore primo da dx

BELLUNO – Estate tempo di vacanze. Ma anche di impegno. È stata l’estate di Marco Imperatore, diciannovenne di Vodo di Cadore, che nelle settimane scorse è stato uno dei ventotto giovani protagonisti del progetto di volontariato sportivo “Csi per il mondo”, iniziativa che ha l’obiettivo di portare un po’ di felicità attraverso lo sport e che ha visto i volontari impegnati tra Camerun, Haiti e Albania.

De Kon – Yambetta, Mbalmayo e la capitale Yaoundé sono stati i centri delle attività per i volontari della missione africana in Camerun. Dal 18 luglio al 9 agosto, sette giovani italiani, tra i quali Marco, hanno lavorato in un alternarsi di animazione e attività sportiva che ha coinvolto decine di bambini. Con loro per una settimana anche il presidente nazionale del Centro sportivo italiano, Massimo Achini.

«Sono state tre settimane intense, nelle quali sono successe tante di quelle cose che non so da dove cominciare a raccontare questa avventura in Camerun con il Csi» esordisce  Marco, mezzofondista dell’As Vodo, da poco diplomato in ragioneria, con il sogno di iscriversi alla facoltà di Scienze motorie e diventare allenatore.

BARACCOPOLI E PRIGIONI – «Esperienza intensa è stato vedere di persona la baraccopoli alla periferia di Yaoundé» dice ancora Marco. «Puoi vedere tutti i documentari del mondo ma vedere con i tuoi occhi è un’ altra cosa. Dire che è stata un’esperienza forte è riduttivo. Per sei giorni abbiamo svolto le attività in un campo di terra rossa  con i bambini e i ragazzi del quartiere. Ricevendo un’ accoglienza straordinaria. Siamo stati ospitati, nel quartiere Nkolndongo, dal Cass (Centre d’Animation Sociale et Sanitaire ndr), gestito da Tina,un’Italiana che ha dedicato la sua vita a aiutare le madri locali a avere un posto sicuro e non troppo costoso per poter partorire. A Yaoundé abbiamo avuto quella che definisco la fortuna e l’onore di visitare una prigione: altra esperienza che mi ha interrogato e che ha lasciato il segno».

ATLETICA E PALLAVOLO – «Oltre che a Yaoundé siamo stati anche nel piccolo villaggio di De-kon Yambetta, nella provincia di Somo, dove le attività sono state seguite da un prete locale, Pierre Marie, che ci ha fornito tutto l’aiuto necessario per poter portare i valori dello sport anche dove non c’è nulla» prosegue Marco.  «Siamo stati anche a Mbalmayo, cittadina a un’ora dalla capitale, ospitati dal Centro orientamento educativo, associazione di laici volontari cristiani. Lì, durante il fine settimana, abbiamo organizzato tre giorni di giochi spaziando dal calcio alla pallavolo, dal basket all’ atletica. È stato un fine settimana davvero partecipato: più di 250 bambini venuti da tutto il Camerun».

ESPERIENZA DA CONDIVIDERE – «Il progetto “Csi per il mondo” non si fermerà qui» dice ancora  Marco. «Proseguirà nei prossimi anni e, per farne capire gli obiettivi e le modalità ho in programma di organizzare delle serate pubbliche. Mi piacerebbe proporre anche degli incontri nelle scuole, in modo da far capire a tanti ragazzi, più o meno miei coetanei, che la condivisione attraverso lo sport è possibile».

Per ulteriori dettagli sul progetto “Csi per il mondo” si può consultare il sito internet www.csiperilmondo.it.

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