Emozioni vere a Cortina InCroda con Fausto De Stefani e Marco Sala

Cortina in Croda edizione 2015

Fausto De Stefani e Marco Sala emozionano il pubblico di Cortina InCroda nell’appuntamento dedicato al Nepal.

Cortina in Croda edizione 2015
Cortina in Croda edizione 2015

CORTINA D’AMPEZZO – Due grandi alpinisti, due uomini di cuore e di carattere, due profondi conoscitori del Nepal hanno raccontato senza retorica, con semplicità e realismo, le necessità del popolo nepalese devastato dal terremoto di aprile.

Era il 25 aprile quando una fortissimo terremoto ha sconvolto in Nepal. Per giorni forti scosse si sono susseguite provocando distruzione, morti e devastazioni.

«Oggi del Nepal non parla più nessuno», hanno ribadito più volte De Stefani e Sala, sul palco di Cortina InCroda con il presentatore Pier Paolo Rossi. «La situazione però in Nepal non è migliorata, hanno detto gli alpinisti, «il Nepal ha bisogno di soldi. Ha bisogno di avere i fondi per ricostruire le case, per continuare a coltivare le terre. Adesso è periodo monsonico e nei villaggi le piogge, il freddo e il vento, stanno mettendo a dura prova i nepalesi che hanno perso tutto. Non servono raccolte di cibo e di vestiti, perché servono troppo elevati i costi di spedizione. Servono soldi da investire in loco affinché i nepalesi si possano comprare il materiale necessario per costruire le loro case».

Sala, dei Rocciatori Caprioli di San Vito di Cadore, il giorno del terremoto, si trovava al Campo Base dell’Everest, in procinto di salire la parete ovest del Lhotse, a quota 8.516 metri. Sala ha visto la morte in faccia e con i suoi compagni di spedizione è scampato al pericolo. Ha rinunciato alla vetta, e dopo alcuni giorni di peripezie, è rientrato in Italia. «I nepalesi sono un popolo da cui possiamo imparare molto e che ora ha bisogno di aiuto», ha detto Sala, «scendendo dalla vette non ho visto persone gridare, disperarsi, non ho assistito alle scene strazianti che spesso si vedono in caso di calamità. Ho incontrato facce imperturbabili. Alcuni sorrisi liberatori. Per i nepalesi l’importante è aver salvato la famiglia e la propri avita. Non sono attaccati ai beni materiali come noi occidentali. Il vero valore per loro è la vita».

Il Nepal si può rialzare se gli aiuti vengono coordinati in loco.

Fausto De Stefani in collaborazione con la Fondazione Senza Frontiere di Castel Goffredo ha realizzato il progetto Rarahil Memorial School, una serie di edifici a Kirtipur, cittadina a 15 km da Katmandu, che ospitano circa 1000 studenti orfani. La Rarahil Memorial School è costituita da una cucina per comunità, una mensa, nuovi laboratori artigianali, un convitto e un dispensario medico, divenuti ora luogo di assistenza e sostegno indispensabili per la popolazione drammaticamente colpita dal terremoto che ha messo in ginocchio il paese Himalayano.

«Le cinque scuole che abbiamo realizzato in Nepal», ha rivelato tra gli applausi De Stefani, «sono ancora lì. Intatte. Se una sola scuola fosse crollata sotto il terremoto non sarei qui. Questa per me è la testimonianza che le cose si possono fare bene. Si può costruire con i criteri antisismici e non come fatto a L’Aquila alla casa dello studente. Se si costruisce bene, senza la volontà di approfittare delle occasioni, si salvano le vite e non si provocano morti». Il consiglio a chi vuole aiutare il Nepal, arrivato dal palco di Cortina InCroda, è quello di affondarsi alle Fondazioni presenti in loco.

Un consiglio che ha lanciato Guido Salton, in una video-intervista realizzata dal presidente di Cortina InCroda, Federico Michielli, e dal video maker Alessandro Manaigo. Salton, guida alpino, gestore del rifugio Biella, è un profondo conoscitore del Nepal ed era lì nel momento del terremoto. «Ho visto uno scarso coordinamento negli aiuti», ha raccontato, «sono arrivati elicotteri con tende che erano destinate probabilmente si deserti, che alla prima pioggia hanno fatto filtrare tutta l’acqua. Lì non servono né vestiti né cibo, ma solo soldi. In primavera tornerò in Nepal. Compreremo in loco il materiale per aiutare alcune famiglie a sistemarsi la loro casa».

A Cortina InCroda si è parlato anche di alpinismo. I due ospiti hanno raccontatole loro avventure alpinistiche, i loro viaggi, le scalate.

Applausi per la presentazione della quarta falesia della Conca ampezzana. Questa volta il pubblico ha potuto ammirare le immagini realizzate da Alessandro Manaigo e Gianluca Lorenzi con il drone, alle Crepe d’Oucera basse. A presentare la falesia, in modo molto ironico, è stato  il loro creatore, lo Scoiattolo Diego Ghedina Tomasc. In parete: un gruppo di giovani ragazzi accompagnati dalle Guide Alpine di Cortina, Paolo Da Pozzo e Carlo Alverà.

«Noi possiamo solo che ringraziare De Stefani e Sala», ha commentato il presidente di Cortina InCroda, Federico Michielli, «per averci regalato una splendida serata, dall’alto tasso emotivo. Quest’anno abbiamo voluto dedicare un appuntamento al Nepal devastato dal terremoto di aprile. Non volevamo scendere in inutili retoriche né in sterili polemiche e ci siamo riusciti. De Stefani e Sala hanno presentato un racconto realistico della situazione difficile e bisognosa di aiuti che c’è alle falde dei monti himalayani, una condizione ormai dimenticata da molti».

Il prossimo appuntamento con Cortina InCroda è per giovedì 27 agosto alle 20.45 al teatro Alexander Girardi. Leo Houlding, scalatore, alpinista e avventuriero britannico regalerà al pubblico emozioni da brivido.

La serata sarà trasmessa in diretta sulle frequenze di Radio Cortina.

Per chi desidera aiutare il Nepal, tramite la Fondazione di De Stefani, è possibile effettuare versamento con causale “Contributo

Nepal – pro terremoto” su uno dei seguenti conti corrente:
FONDAZIONE SENZA FRONTIERE – ONLUS
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI CASTEL GOFFREDO (MN)
IBAN: IT 27 M 08466 57550 000000008029
UNICREDIT BANCA FILIALE DI CASTEL GOFFREDO (MN)
IBAN: IT 79 Y 02008 57550 000101096404
C/C POSTALE 14866461 intestato a:
FONDAZIONE SENZA FRONTIERE ONLUS
Via S. Apollonio, 6 – 46042 CASTEL GOFFREDO (MN)
CF: 90008460207

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