Trail running: emozioni forti

Christian Insam all'arrivo della Dolomiti Ski Run nell'edizione 2014

BELLUNO – Emozioni forti, provate dalla fatica di una gara, dal dolore delle gambe che provano a compiere un altro passo, dai muscoli che cercano l’energia per reggere lo sforzo, dal cuore che batte sempre più forte, dalla mente che cerca l’ispirazione per non mollare e continuare lungo il percorso fino alla meta. Un unico obiettivo, rallentato dalla pioggia gelida prima dell’arrivo della neve, che si offusca nei momenti difficili, quando tutto sembra essere troppo alto per raggiungerlo, oppure troppo difficile da raggirare. Passo dopo passo, arriva anche la notte, le stelle in cielo e la luna a illuminare un percorso ancora troppo lungo per immaginarne la meta. Un ricordo felice ci aiuta a non mollare, a non voler rinunciare a dimenticarlo, abbandonarlo lì lungo il sentiero in quota, lungo il cammino attraversando boschi, ghiaioni, pendii, torrenti!

In poche parole possiamo riassumere il tutto in “Dolomiti Sky Run”, ovvero una competizione sportiva lunga 136 chilometri con oltre 11 mila metri di dislivello positivo e altrettanti in negativo. Un ultratrail tra i più belli al mondo e che sarà classificato in futuro anche tra i più difficili. Un’unica partenza dal centro del piccolo paese di Braies, nella provincia di Bolzano, il 4 luglio con arrivo in Piazza dei Martiri a Belluno, correndo e camminando giorno e notte in completa autonomia, senza poter dormire neanche un minuto, solo l’intervallo per qualche piccolo ristoro e per potersi idratare, niente di più, perchè il tempo in questi casi è prezioso e ogni secondo perso può trasformarsi in minuti e a volte anche ore alla fine della competizione.

Quasi trecento concorrenti iscritti che si sono dati appuntamento per attraversare i sentieri delle Dolomiti sfidando il sole, la pioggia e perfino la neve che nella serata del 4 luglio ha messo a dura prova tutti i runners, obbligandone quasi una quarantina ad abbandonare il “campo di battaglia” ancor prima di arrivare al ristoro del Passo Falzarego a 43 chilometri di gara percorsi.

I più fortunati, sia per la forma fisica che per la preparazione e la mancanza di infortuni, sono riusciti a proseguire attraversando il Giau, il Rifugio Città di Fiume, il Coldai, il Passo Duran e poi giù lungo la valle Agordina, attraversando il Cordevole in direzione Peron, per poi risalire verso Bolzano Bellunese e prepararsi per l’ultima lunga discesa di quasi 8 chilometri, verso la fine, verso la meta, verso Belluno per quei tantissimi applausi, toccando la mano alle molte persone in quei ultimi 20 metri prima di tagliare il traguardo, prima di indossare la tanto sudata medaglia con la scritta “Finisher Dolomiti Sky Run 2014”.

Una sfida che per molti runner può apparire normale, ma per noi umani abituati alla corsa della domenica o alle competizioni di qualche chilometro, questa avventura dolomitica è a tutti gli effetti un’impresa unica e che può avere il sapore dell’impossibile.

“Non sono pazzo, no! Sono solo un appassionato di ultra trail, una persona qualsiasi che ha scoperto la gioia che questo strano mondo ti può dare”, confessa il bellunese Valter Da Pont a distanza di qualche giorno dal termine della gara, “ho sempre avuto passione della semplice corsa, ma soprattutto delle splendide montagne che circondano la nostra provincia e la curiosità del nuovo mi ha portato quest’anno a frequentare l’ambiente del trail running, dove una cosa tira l’altra, perchè la voglia di provare ti porta a scoprire te stesso e i tuoi limiti, quindi dalla 22 chilometri sono passato alla 50, alla 70 e infine ai 136 della Dolomiti Sky Run”.

Poi entra in gioco anche l’amicizia, che accomuna e ti permette di condividere il piacere di un’avventura: “All’inizio del 2014 sento qualche amico che parla di una gara lungo l’Altavia numero 1”,  prosegue Valter, “quindi mi informo e insieme ad altri bellunesi nasce la voglia di provare e quindi l’iscrizione alla Dolomiti Sky Run è quasi automatica, un pò anche senza pensare al cosa poteva aspettarci o al quanto potrebbe essere stata davvero dura l’impresa… lo avevamo deciso in gruppo e quindi il resto era superfluo in quell’istante e il mio voler provare ad abbattere un altro limite, andava oltre qualsiasi altra preoccupazione”.

Ma la fatica, la gioia dell’arrivo, la carica delle persone che trovi lungo il percorso che ti fanno il tifo… non sono gli unici sentimenti che provi in queste competizioni lunghe… spesso devi anche fare il conto con i tuoi limiti, sconosciuti fino a quel momento, e soprattutto devi superare le paure: “Si è vero, sono sincero e non posso negare che fin dall’iscrizione alla Dolomiti Sky Run ho dovuto combattere con la paura del buoi, quella sensazione che ti prende alle spalle e ti mette il panico, perchè la solitudine nella notte proprio non riesco a gestirla”.

Ma alla fine Valter ce l’ha fatta, grazie ai compagni di corsa che lo hanno affiancato fino alla fine e grazie anche agli amici che, consapevoli delle sue paura, lo hanno atteso lungo il percorso nelle ore buie, supportandolo affinchè non si sentisse solo, affinchè il sogno di una persona normale si potesse avverare in Piazza dei Martiri dopo 36 ore 11 minuti e 22 secondi di gara!

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