La Squadra Feltrina Cinofili da Soccorso al campo avventura di Trichiana

La squadra feltrina Cinofili da soccorso al Campoavventura di Trichiana

TRICHIANA – La Squadra Feltrina Cinofili da Soccorso(  SFCS) è stata presente con dieci unità cinofile al Campo avventura organizzato dalla protezione civile della Regione Veneto il 15 luglio a Pranolz di Trichiana. Dopo le dovute presentazioni e qualche accenno di cinofilia in generale e approccio con il cane, le unità hanno fatto una breve dimostrazione di condotta e obbedienza. Successivamente i 40 ragazzi partecipanti  sono stati divisi in gruppi e a rotazione hanno assistito a una piccola dimostrazione di ricerca, mentre gli altri sono stati istruiti sull’uso della bussola dell’altimetro e lettura di una carta topografica. Nel pomeriggio hanno poi avuto modo di mettere in pratica quanto appreso il mattino divisi per gruppi: Figuranti, Cacciatori, Soccorritori, assieme alle unità cinofile Argo, King, Lisa e Luna. I Figuranti, accompagnati da un esperto di SFCS, si sono recati in una delle quattro zone individuate per la ricerca. Una volta in posizione è stato fatto partire il gruppo dei Cacciatori comprendente l’u.c. che doveva mettere in pratica quanto appreso al mattino una volta trovati i dispersi e individuare il punto di ritrovamento comunicando le coordinate alla base per far partire i Soccorritori, i quali potevano così confermare se le coordinate erano esatte. In base alla tattica di intervento, al successo nella ricerca e alla comunicazione delle coordinate è stato assegnato un punteggio ad ogni squadra. A vincere sono è stato il gruppo “VIO”. «È stata una giornata intensa ma ricca di soddisfazioni», scrivono i membri della SFCS, «è stato bello vedere con quanto interesse i ragazzi si sono impegnati nell’apprendere quella materia ostica che può essere la topografia e quanto impegno hanno messo per mettere in pratica il tutto. Anche per noi è stata una bella esperienza ringraziamo la protezione civile della  Regione Veneto per avere organizzato queste attività, con la speranza si ripetano e trovino il meritato riscontro tra la popolazione e le associazioni. Questo è il materiale umano su cui si deve lavorare perché la protezione civile abbia un futuro».

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