Festeggiati i 60 anni del Soccorso alpino di Auronzo

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AURONZO DI CADORE – Con i ricordi di chi nel ’54 era presente alla nascita del Soccorso alpino e di chi, oggi, porta avanti gli stessi valori di allora, sabato sera la sala consiliare del municipio di Auronzo ha accolto diverse generazioni di soccorritori per festeggiare i 60 anni dalla nascita del sodalizio. Alla presenza numerosa delle famiglie e della cittadinanza, da sempre sensibile alla funzione e all’attività della Stazione, nonché dei rappresentanti di tutte le forze dell’ordine ed enti che garantiscono la sicurezza di quanti vivono e frequentano le montagne, durante la serata si sono ripercorsi i sei intensi decenni: dai primi interventi, quando le montagne erano ancora prerogativa di pochissimi, alle emergenze attuali, dove la tecnologia e l’utilizzo dell’elicottero hanno migliorato l’operatività, ma dove lo spirito di solidarietà, l’impegno, la fatica, i rischi, sono i medesimi di un tempo.

Dopo i saluti del sindaco di Auronzo, Daniela Larese Filon, e del presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto, Rodolfo Selenati, un breve video fotografico ha mostrato le immagini dal bianco e nero al colore di operazioni di recupero ed esercitazioni.

“Le Montagne, da sempre, costituiscono un richiamo per molte persone che, a vario titolo e a diversi livelli, si avvicinano ad esse e stabiliscono con loro un rapporto più o meno intimo. Troviamo perciò varie figure che vivono la montagna in funzione delle loro passioni, ambizioni, hobby: fotografi, escursionisti, alpinisti, bikers, runners ecc.. Molto spesso queste figure si sovrappongono e rendono più eclettiche le persone che frequentano la montagna. Queste, perciò, non sono identificabili, per fortuna, con uno stereotipo, in quanto esprimono preparazione, esperienza, capacità diverse. Ed è con queste diversità e caratteristiche che la montagna viene affrontata. Nemmeno la montagna però rientra in uno stereotipo; infatti basta osservarla anche per pochi minuti per vedere come cambia la luce, il vento, le nuvole, come essa si trasforma nell’arco della giornata e delle stagioni; tanti sono i parametri che la influenzano, pensiamo alla neve in inverno, alla pioggia d’estate. Le situazioni che si vivono in montagna sono le più varie e molteplici e comportano, per chi le affronta, l’adeguamento ad esse”.

Le parole di Giuseppe Zandegiacomo, capo della Stazione di Auronzo, che a breve entreranno nelle pagine di una pubblicazione dedicata alle montagne di Auronzo e ai 60 anni del Soccorso alpino locale, sono poi state l’introduzione a due soccorritori, esempio di ieri e oggi: Tino Pais, ventenne nel ’54, i cui aneddoti hanno portato sorrisi e commozione, e Luca Molin, 23 anni da compiere, il più giovane componente della compagine attuale. Il delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, Fabio Rufus Bristot, ha fatto il punto sullo stato attuale e, infine, è stata consegnata una targa ai soccorritori storici, come simbolico ringraziamento per la loro impagabile presenza e per gli indispensabili insegnamenti tramandati a quanti li hanno seguiti.

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