Ferrovie, passa l’emendamento “Salva Treni” per il Bellunese

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VENEZIA – Giù le mani dalle ferrovie bellunesi e dell’Alto Veneto. Da poche ore, con l’approvazione della Finanziaria per il 2013, la “blindatura” delle linee non elettrificate Montebelluna – Calalzo e Conegliano – Calalzo è legge regionale. «Questo significa che anche a seguito dell’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato previsto per giugno tali tratte non potranno essere depotenziate. I livelli di servizio dovranno rimanere quelli vigenti al 31 dicembre del 2012», spiega il capogruppo del Pdl Dario Bond, autore dell’emendamento salva-ferrovia.

«Il nuovo orario cadenzato se da un lato garantisce trasporti più efficienti e veloci per la pianura, dall’altro taglia fuori le linee non elettrificate, presenti soprattutto nel Bellunese e nell’Alto Veneto», spiega Bond, che nelle settimane scorse ha avviato un lungo confronto con le strutture per approfondire la questione.

«La verità è che per il Bellunese l’orario cadenzato è una terribile mattanza: si potrebbe tradurre nella fine di tutte le corse dirette Belluno-Venezia, Calalzo-Venezia e Calalzo-Padova. Il nuovo regime orario infatti mal si concilia con le linee non elettrificate», spiega Bond. «Per questo, nonostante le rassicurazioni dei tecnici e le pacche sulle spalle ricevute, ho voluto mettere le cose in chiaro e scrivere per legge che il servizio ferroviario da Montebelluna e Conegliano in su non si può toccare anche perchè è già ai minimi sindacali. E’ stato un lungo braccio di ferro ma alla fine è prevalsa la linea della solidarietà tra territori».

«Mi rendo conto che si tratta di un emendamento potenzialmente esplosivo capace di sconquassare i piani del nuovo orario, ma da rappresentante del territorio non potevo permettere che un’intera area del Veneto rimanesse indietro. L’ho detto in aula e lo ripeto: chi paga il biglietto a Belluno deve avere gli stessi diritti di chi lo paga a Padova e deve poter contare su collegamenti veloci, sicuri e diretti».

«Sto seguendo la partita ferroviaria da anni, ricevendo quotidianamente segnalazioni e lamentele, e mi sono reso conto della parabola discendente del servizio. L’orario cadenzato applicato alla lettera per il Bellunese sarebbe un colpo mortale e questo emendamento diventato legge impedisce il blitz che si voleva mettere in atto e che di fatto sanciva una disparità di trattamento tra territori. Attenzione però a non abbassare il livello di guardia. Lo dico a pendolari e amministratori del territorio», sottolinea Bond. «La battaglia continua. Adesso però, grazie a questo articolo di legge, siamo tutti più forti nel pretendere il rispetto del diritto alla mobilità, diritto fondamentale soprattutto nelle aree più marginali e periferiche».

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