Balasso e Ferrini in “Aspettando Godot” al Comunale di Belluno

Balasso e Ferrini in “Aspettando Godot”
Balasso e Ferrini in “Aspettando Godot”
Balasso e Ferrini in “Aspettando Godot”

Il Circolo Cultura e Stampa Bellunese propone uno dei pezzi più famosi del Novecento interpretato con la giusta dose di ironia in questa versione di Ferrini.

BELLUNO – Dopo il “Cyrano” di Alessandro Preziosi, il Circolo Cultura e Stampa Bellunese porta al Teatro Comunale di Belluno un’altra pietra miliare del teatro: il 2 febbraio alle 21.00 Natalino Balasso e Jurij Ferrini interpreteranno “Aspettando Godot”, l’opera più celebre di Samuel Beckett e uno tra i testi più noti del Novecento.

Il teatro dell’assurdo, un protagonista totalmente assente, l’attesa di chi non arriva, quel Godot che è stato identificato in molteplici modi, verranno riportati sul palcoscenico con la dose di ironia che proprio l’autore si era raccomandato più volte  di rispettare.

E così la scena, composta da un unico albero scheletrico, verrà riempita dalla comicità della coppia Ferrini-Balasso nei panni dei due clochard Didi (Vladimiro) e Gogo (Estragone), ma anche dei bravi Angelo Tronca (Pozzo) e Michele Schiano di Cola (Lucky).

In “Aspettando Godot”  Didi e Gogo si incontrano ogni giorno fino al calar della notte in una strada di campagna, vicino ad un albero. Passano le loro giornate ad aspettare un certo Godot, con il quale sembrano avere un vago appuntamento. Nulla di sicuro, ma loro aspettano. E si aspettano una grande fortuna da questo incontro senza ricordare più esattamente quello che gli hanno chiesto e neppure chi sia di preciso questo signor Godot. Di lì passano Pozzo e Lucky, il padrone e il servo, il primo tiene il secondo legato con una corda al collo e lo tratta senza alcuna umanità. Anche di loro non si sa nulla, da dove vengano e dove stiano andando.

L’attesa di Godot, portatore di chissà quali novità e miracoli, è l’espediente che allontana i due senzatetto dai loro problemi quotidiani, siano quelli delle scarpe strette che fanno male ai piedi di Gogo o i problemi intestinali di Didi. Alla fine non vale la pena cercare di appendersi a quell’albero, perché bisogna aspettare Godot che, come vien ripetuto ogni sera: “Godot oggi non può venire, ma verrà senz’altro domani”.

Come ha spiegato il regista e protagonista Jurij Ferrini: «Appare chiaro fin da subito che Didi e Gogo, così come Pozzo e Lucky rappresentano tutta l’umanità, che da sempre segue un copione a struttura circolare ogni giorno. E l’umanità, o meglio tutti gli uomini e le donne che la compongono, ognuno di noi, attende invano un cambiamento della propria condizione esistenziale, avendo completamente smarrito il senso del tempo, dell’azione, per ottenere un determinato scopo o della semplice e concreta volontà. Didi e Gogo non sanno più che cosa vogliono, quale cambiamento si aspettano dall’arrivo di Godot. Poco importa (e Beckett con grande ironia non lo svelerà mai) che sia effettivamente Godot, se sia Dio, una occasione del nostro destino oppure ancora un semplice uomo, ricco e potente, in grado di cambiare la nostra condizione esistenziale, così vuota e angosciosa proprio perché spesa ad attendere un futuro diverso».

Tra le risate incontrollabili vi sarà spazio anche per una riflessione profonda, ma il piano comico e lo spunto al pensiero non andranno mai ad intaccarsi, conservando un equilibrio perfetto in tutto lo spettacolo.

Invitiamo gli interessati a prenotare quanto prima contattando la segreteria del Circolo al numero di telefono 0437/948911 oppure mediante fax 0437/290721 o indirizzo email info@ccsb.it.

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