Belluno, la Polizia controlla l’attività della discoteca “Shadow”

Il sito internet della Questura di Belluno
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BELLUNO – Nello scorso weekend è stato effettuato, su disposizione del Questore di Belluno, un servizio coordinato di controlli finalizzato al contrasto del fenomeno dell’alcolismo fra i giovani, alla verifica delle condizioni di sicurezza nei locali pubblici e all’emersione del lavoro nero, organizzato dalla Divisione di Polizia Amministrativa  con la partecipazione della Squadra Mobile e delle Volanti della Questura unitamente ai Vigili del Fuoco e agli Ispettori del lavoro della Direzione Territoriale di Belluno e dell’Inps.

Nel corso dei controlli sono emerse diverse irregolarità all’interno della discoteca “Shadow”, frequentata da giovani tra i 16 e i 20 anni.

Il personale della Questura ha accertato la regolare conduzione dell’attività di somministrazione di bevande agli avventori, in prevalenza minori ma comunque maggiori di sedici anni, rilevando tuttavia la mancata esposizione della licenza di somministrazione di bevande in violazione del Regolamento delle leggi di Pubblica Sicurezza.

Sotto il profilo della sicurezza sono emerse diverse irregolarità, quali la mancanza di un responsabile della sicurezza, l’indebita presenza di un riscaldatore a gas e la mancata revisione degli estintori, pur tuttavia carichi e funzionanti. Ripristinate immediatamente le condizioni di sicurezza, adesso le suddette violazioni sono al vaglio del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco per i seguiti di competenza, nonchè l’eventuale interessamento della Commissione sui Pubblici Spettacoli sulla permanenza dei requisiti dei locali.

Inoltre, dalle verifiche sulla posizione retributiva e contributiva del personale impiegato nel corso della serata è emersa la presenza di un deejay non regolarmente assunto. Trattandosi di un’aliquota pari al venti per cento del totale dei lavoratori presenti, gli Ispettori del lavoro hanno disposto la sospensione dell’attività. Questa potrà riprendere soltanto previo pagamento di una somma di € 1.500, ferma restando la maxisanzione amministrativa che verrà successivamente irrogata dalla Direzione territoriale del lavoro.

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