IMU centrali idroelettriche, Toscani presenta una risoluzione in consiglio regionale

Il sito internet della Regione Veneto
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Il vicepresidente dell’assemblea veneta: «pieno sostegno alle amministrazioni comunali, quella contenuta nella legge di stabilità è una norma da eliminare quanto prima».

VENEZIA – Il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Matteo Toscani, sostiene la richiesta delle amministrazioni comunali di montagna di eliminare la norma, contenuta nella legge di stabilità, che assegna allo Stato l’aliquota base dell’Imu sugli impianti idroelettrici, cancellando di fatto i benefici introdotti dalla finanziaria del 2005, quando si stabilì che i proprietari degli impianti dovevano pagare l’Ici ai Comuni, non solo sugli stabili principali, ma anche su tutto ciò che concorre alle opere di presa.

Per il territorio bellunese significa una perdita di un milione e mezzo di euro all’anno.

«La richiesta dei Comuni va sostenuta in tutti i modi», afferma il consigliere della Lega Nord «e per questo ho presentato una risoluzione a sostegno delle iniziative delle amministrazioni e dell’assessore Roberto Ciambetti, che in questi giorni ha scritto una lettera al Ministero dell’Economia: è giusto e doveroso che sia l’intero Consiglio regionale ad esprimersi in merito, per dare maggior peso a questa azione politica».

«Non dobbiamo dimenticare», prosegue Toscani, «che le più recenti manovre di finanza pubblica hanno penalizzato pesantemente il sistema delle autonomie, generando, tra il 2008 e il 2011, maggiori entrate per le amministrazioni centrali e tagli pesanti per Regioni ed Enti Locali. Negli ultimi vent’anni, come emerge da una recente indagine di Unioncamere del Veneto, in Italia si è proceduto concentrando sempre più la spesa pubblica a carico degli enti locali, con una quota che nel 2011 ha raggiunto il 33,2%, ma con entrate a favore degli stessi ferme al 18,4%, contro, ad esempio, il 34,4% della Germania».

«La disposizione contenuta nell’ultima legge di stabilità», prosegue il consigliere del Carroccio «è dunque solo l’ultimo atto di prevaricazione nei confronti delle amministrazioni locali, in particolare di quelle virtuose del Nord. La crisi finanziaria dello Stato si sta ripercuotendo pesantemente soprattutto su Regioni, Province e Comuni e, di conseguenza, sui servizi ai cittadini. Se questo è grave in generale, lo è ancora di più per i territori periferici e montani che, invece, richiederebbero un’attenzione speciale».

«Mi auguro perciò che il prossimo governo», conclude il vicepresidente dell’assemblea regionale, «rimedi a questo ennesimo atto di prevaricazione, cancellando una norma dannosa e ingiustificata».

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