L’antico ponte di Bardies nel Comune di Mel

L'antico ponte di Bardies (Eugenio Padovan)
L’antico ponte di Bardies (Eugenio Padovan)

BARDIES (Mel) – I resti dell’antico ponte, sepolto nell’intricata boscaglia, hanno resistito anche stavolta alle violente piene del torrente Forada, ma non possono opporre nulla all’inciviltà di chi ha trasformato le sue vicinanze in una discarica di rifiuti e carcasse d’auto.

Da decenni l’attenzione e gli allarmi di studiosi come il professor Claudio Comel e appassionati si sono concentrati e rivolti alla necessità di procedere a radicali restauri capaci di bloccare l’inarrestabile crollo e assottigliamento della sua struttura arcuata e dei muri di contenimento della sede stradale, ma senza risultati.

Ogni appello, come dimostra il precario stato del manufatto, è caduto nel vuoto mentre, al contrario, la curiosità e l’interesse intorno a questa testimonianza e gli studi sulla viabilità antica d’attraversamento della nostra provincia sono notevolmente accresciuti.

Proprio lo scorso anno un buon numero d’iscritti della Faav (Federazione delle associazioni archeologiche venete) ha percorso e visitato tratti della Via Claudia Augusta Altinate dalla pianura veneta sino al comune di Mel. A questo si aggiungono notizie di passaggi e visite alle nostre vestigia da parte di molti stranieri che, a quanto si è potuto apprendere, gradirebbero anche maggiori informazioni a riguardo delle testimonianze disseminate nel territorio in questione.

La lapide funeraria romana, murata su una facciata della chiesetta della frazione di Corte, è si descritta nella pubblicazione di Luisa Alpago Novello “L’età romana nella provincia di Belluno”, ma in loco non esiste nessun pannello esplicativo e così dicasi per diverse altre testimonianze.

Soffermandoci su di un tratto di strada, che attraversava il ponte, e conduce verso la cittadina di Mel, va annotato come, a più riprese e anche nel 2010, durante i lavori di realizzazione della circonvallazione, si sono acquisite foto di reperti e segnalazioni della scoperta di tombe romane e trovati frammenti di ceramica risalenti, probabilmente, allo stesso periodo.

In ogni modo il malato grave è il ponte o, meglio, quel che ne rimane ancora, sul quale progettare e attuare al più presto opportuni interventi da parte di esperti allertando le competenti autorità di tutela.

Quindi la Soprintendenza ai Beni Architettonici del Veneto ma anche quella ai Beni Archeologici perché sarebbero opportuni degli interventi di scavo stratigrafico attraverso il quale si potrebbe rintracciare degli elementi datanti, tali forse, da poter attribuire un’età sia al ponte sia a quel che rimane della strada.

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