Unioni Montane: via al riordino del sistema

I monti del bellunese (Luca Mares)

VENEZIA – La Giunta regionale ha avviato l’operazione di concertazione con i Comuni interessati alla rimodulazione degli ambiti territoriali delle nuove Unioni Montane, previste da una specifica Legge veneta del settembre scorso.

«La legge in questione punta realizzare la trasformazione delle attuali Comunità montane in Unioni di comuni» ha spiegato Finozzi, che ha proposto il provvedimento d’intesa con il collega Roberto Ciambetti «individuando in prima battuta l’attuale delimitazione territoriale delle Comunità montane quale ambito territoriale adeguato per l’esercizio associato delle funzioni e dei servizi. Il sistema tuttavia non è rigido, ed è stata prevista la possibilità di modificare l’ambito territoriale dell’Unione montana, in relazione alle esigenze funzionali dei comuni, con l’obiettivo di migliorare lo svolgimento delle funzioni associate».

In particola, sono previste: la possibilità per un comune di aderire ad una Unione montana il cui territorio sia confinante con quello della Comunità montana in cui il comune è attualmente inserito; la facoltà per i comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti di recedere dalla Comunità montana “originaria”; la rideterminazione dell’ambito territoriale ottimale da parte della Giunta regionale, su proposta dei comuni interessati.

«Per quest’ultimo caso» ha aggiunto Finozzi «è previsto che sia la Giunta a provvedere, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, su proposta dei Comuni interessati e sulla base di un procedimento di concertazione».

Nei sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione regionale, i comuni intenzionati ad un’eventuale rimodulazione dovranno trasmettano alla Giunta una proposta di rideterminazione. Negli stessi termini temporali, i Comuni potranno anche indicare la volontà di adesione ad una unione montana il cui territorio sia confinante con quello della Comunità montana originaria e il recesso, per i comuni con popolazione superiore a 5 mila, dalla Comunità montana di appartenenza.

Con un’altra deliberazione, approvata dalla Giunta sempre su iniziativa di Finozzi, sono state anche adottate le disposizioni operative in fase di prima applicazione della legge regionale sulle Unioni montane; il provvedimento passerà ora all’esame della Competente commissione consiliare prima della definitiva approvazione.

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