Qualche idea per le Terme di Valgrande

Le terme di Valgrande (Eugenio Padovan)
Le terme di Valgrande (Eugenio Padovan)

VALGRANDE (Comelico Superiore) –  Sono molto gravi le preoccupazioni per il futuro dell’attività termale dello stabilimento della Valgrande, inaugurato nel 2003.

Molte sono, infatti, le difficoltà e i problemi che assillano l’importante settore che si rivolge alle cure sanitarie, benessere personale e al soggiorno turistico.

Pur tenendo nel giusto conto di come sia difficile individuare metodi e vie d’uscita per non assistere inermi alla chiusura di tale risorsa e punto d’attrazione per l’intero Comelico, non è possibile non prendere atto, di quanto sia bello e affascinate l’ambiente, il paesaggio nel quale è immersa la sede termale.

Dai picchi montuosi sovrastanti, ai verdi boschi, allo scrosciare armonioso, nel silenzio circostante, delle acque “puzze” i cui rivoli scendono copiosi dal pendio di conifere. Non manca proprio nulla per offrire a chi, bisognoso di cure, sceglie questa destinazione, oppure al turista che cerchi tranquillità e ambienti incontaminati.

E non abbiamo considerato ancora tutto perché nessuno, che si sappia, ha cercato di porre l’attenzione su un percorso stradale antico che, salendo da Altino (municipio romano) arriva nella nostra provincia e solca, toccando innumerevoli siti e centri archeologici, il  Cadore e attraversa proprio la Valgrande sino al Passo di Monte Croce Comelico andando oltre verso San Candido.

E’ la Via Claudia Augusta Altinate il cui percorso fu studiato e analizzato con sondaggi stratigrafici, negli anni trenta dello scorso secolo, dal topografo calaltino Alessio De Bon. Diverse sono le pubblicazioni, anche recenti, curate da Renza Fiori e Sergio De Bon (figlio di Alessio) su questo tema.

Perché, dunque, non dare peso a tutto ciò considerando, nel frattempo, come i romani avessero il culto delle acque, delle terme e della cura del corpo? Solo per andare sul sicuro potremmo ricorrere alla presenza dei romani documentata ad Auronzo e determinata dal ritrovamento di diversi abitati datati, dal I sec. a.C. al IV sec. d. C., nei quali sono stati scoperti monete e oggetti in uso presso questo popolo esposti al Museo di Palazzo Corte Metto.

Di qui al Comelico e, quindi alla Valgrande oltrepassando il passo di S. Antonio, il tragitto è molto breve, come pure l’eventualità che i romani abbiano beneficiato delle proprietà curative delle copiose sorgenti cui erano cultori.

Perché allora non definire le Terme di Valgrande, le Terme romane di Valgrande incoraggiando le ricerche di eventuali tracce di strutture termali risalenti a quel periodo che potrebbero trovarsi proprio nell’ambito delle sorgenti ?

Sono interrogativi che è doveroso porsi insieme, con le conseguenti decisioni da adottare per tentare avere altro valore aggiunto e promozionale.

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