Il discorso del sindaco di Longarone Roberto Padrin

Roberto Padrin, sindaco di Longarone (Luca Mares)

LONGARONE – A seguire il discorso del sindaco di Longarone, Roberto Padrin in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria al Corpo Forestale dello Stato.

«Buongiorno a tutti, autorità militari, civili. A nome di tutta l’amministrazione comunale di Longarone Vi ringrazio per essere qui oggi, per condividere ancora una volta con noi dolorosi ricordi, che sfociano in momenti di riconoscenza e gratitudine.

E’ con questo spirito che oggi ci apprestiamo a conferire la cittadinanza onoraria al Corpo Forestale dello Stato, che ha prestato soccorso a più riprese e con tanti valorosi uomini fornendo assistenza e aiuto alle nostre comunità colpite.

Ma oggi è anche l’occasione per ricordare coloro che hanno perso la vita in quel tragico 9 ottobre 1963. Tra le 1.910 vittime c’erano anche l’appena nominato maresciallo guardia forestale Enrico Migotti e la guardia scelta forestale Giorgio De Luca. Due persone che hanno perso la loro vita lasciando un vuoto incolmabile nelle loro famiglie distrutte e nella comunità longaronese. Due vittime innocenti di una tragedia che l’uomo doveva evitare.

Ma il Vajont è stato anche solidarietà di tanti altri uomini, ciascuno con i propri mezzi, le proprie competenze, i quali hanno aiutato i superstiti, alcuni dei quali non sarebbero stati tali; li hanno sfamati, curati e se ne sono presi cura con slancio amorevole e fraterno.

Quella notte la nostra comunità ha perso la propria identità, ma nella tragedia, nella disperazione più totale, nella morte e nella desolazione ha trovato mani amiche che l’hanno aiutata a risollevarsi, ed è a queste persone che ci sentiamo sempre di dire GRAZIE, perché è solo grazie a questo genere di aiuto che noi oggi siamo qui.

Tra questi angeli, come ho definito più volte i soccorritori del Vajont, c’erano tanti forestali, guidati da una persona di enorme coraggio, Lino Sief, oggi qui tra noi che ci racconterà la propria testimonianza di quei terribili momenti e al quale possiamo già rivolgere un sentito applauso. Persone straordinarie, i forestali, permettetemi di chiamarli in questo modo, che hanno mantenuto nel tempo un legame fortissimo con la nostra comunità.

E questo lo voglio testimoniare attraverso un breve racconto. Era il 1964 quando furono proprio i forestali a organizzare la prima festa degli alberi in località Campesine dopo il disastro. Un bambino di allora scrisse così ricordando quella giornata. “il signor direttore della scuola tenne un discorso. Ci disse che quella era la prima festa degli alberi dopo il Vajont e che era opportuno ricordare anche i nostri compagni morti… aveva fatto preparare delle targhette con su scritto il nome degli alunni e dei maestri morti e ci invitò a legarne una all’alberello che avremo piantato. Dopo queste parole non eravamo più allegri come prima. In fila indiana andammo a prendere l’albero e la targhetta e silenziosamente ci sparpagliammo per sceglierci la buca … vi legammo la targhetta. Sulla mia c’era scritto: Mosena Maria Teresa. Io conoscevo bene questa bambina.. mi sembrava di aver tutti i compagni morti attorno a me che giocavano”.

E tutto questo si verificò grazie soprattutto a Voi amici forestali, che per anni avete continuato la loro opera di insegnamento e amore verso i nostri boschi e le nostre montagne. La storia di Longarone non può infatti prescindere da quella del suo territorio, gran parte del quale legata proprio al bosco, che ha fatto le fortune di tante famiglie longaronesi. Del resto il patrimonio boschivo del nostro comune è il quarto della provincia di Belluno e già nel 1957 l’allora sindaco Giuseppe De Vecchi scriveva in una nota che dal 1947 al 1953 venivano tagliati 6.300 metri cubi all’anno di legname. E tutto questo sotto il controllo, la vigilanza e il supporto del Corpo Forestale dello Stato. Senza queste figure ben poco avremmo potuto e potremmo fare.

Un grazie dunque anche per quest’opera, che ancor oggi viene esercitata con grande professionalità e impegno da chi ereditò il timone dopo il disastro . Dal compianto e mai dimenticato Aldo De Luca all’attuale comandante Lorenzo Pegreffi passando per tante altre figure, che si sono inserite con profondo rispetto nella nostra comunità contribuendo in maniera preziosa alla salvaguardia del nostro territorio.

Questa è dunque l’occasione per esprimere un sentito grazie anche a loro per la preziosa collaborazione con le nostre guardie boschive, i nostri amministratori e un territorio che dobbiamo essere orgogliosi di avere e di poter vivere quotidianamente.

Ora concludo ricordando che il conferimento da parte di un’amministrazione comunale della cittadinanza onoraria è, così recita la definizione, un’onorificenza concessa per onorare chi, per motivi diversi, è ritenuto legato a quel luogo per il suo impegno o le sue opere. In questi caso mi pare che di impegno e di opere ce ne sono state davvero di grandi, ed è per questo che vorrei davvero che ciascuno di voi forestali, vi riteneste legati a Longarone tanto da potervi sentire sempre a casa vostra. Grazie».

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