Impianti fotovoltaici: dal 2013 non ci saranno più incentivi statali diretti

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È polemica: «Il Governo continua a penalizzare il settore delle energie alternative»

È polemica: «Il Governo continua a penalizzare il settore delle energie alternative».

BELLUNO – Sono finalmente noti i contenuti del quinto Conto Energia. Le novità hanno già suscitato critiche sia tra gli operatori del settore che tra gli investitori. Tutti però sono concordi nell’affermare che sia questo il momento giusto per investire negli impianti fotovoltaici, in Veneto come in tutta Italia, dato che dal 2013 non ci saranno più incentivi statali diretti, e questa rimane una soluzione ancora molto conveniente soprattutto per gli usi domestici.

Il quinto Conto Energia, firmato dai ministri Passera e Clini, dal 27 agosto sostituirà il precedente nel delineare gli incentivi e gli obiettivi per il fotovoltaico in Italia per i prossimi mesi.

«Il decreto, che arriva dopo mesi di incertezze e marce indietro da parte del Governo per quanto riguarda il settore delle energie rinnovabili, sarà probabilmente l’ultimo», spiega Mirko Costa, titolare di una delle ditte più importanti di impianti fotovoltaici in Veneto, l’Elettromeccanica Cuprum.

«La continua modifica dei decreti sulle energie rinnovabili ha avuto il risultato di paralizzare quasi completamente il settore. Ma la situazione ora non è molto più rosea: questo quinto Conto Energia è stato presentato da legislatori che non ne conoscono a fondo le problematiche, e che non hanno tenuto in considerazione le esigenze e i suggerimenti degli operatori del settore», continua Costa.

Lo scopo dichiarato del decreto è di limitare gli incentivi “a pioggia” erogati finora, inizialmente forse troppo generosi, ma che sono serviti per stimolare lo start up di un settore che, se in Germania era realtà già nei primi anni ’90, in Italia è partito di fatto solo nel 2008, anche grazie a leggi che hanno favorito i grandi investitori e non hanno garantito nessuna regolamentazione per il territorio (basti pensare all’abbandono dei terreni agricoli in favore del fotovoltaico).

Ecco quindi che sono state poste importanti limitazioni agli impianti di dimensioni medio-grandi, superiori ai 12 kilowatt, in modo da mettere un freno al cosiddetto ‘investimento’ nel fotovoltaico, dato che fino a qualche anno fa era possibile avere delle rendite considerevoli grazie agli incentivi statali sulla produzione di energia prodotta da fonte fotovoltaica.

Il bonus che viene pagato dallo Stato, infatti, ha subito un taglio considerevole: circa il 30% della tariffa eurokilowatt/ora.

È proprio questo il momento giusto per investire nel fotovoltaico: bisogna tenere presente che buona parte dei fondi stanziati per questo Conto Energia è già stata erosa dai Conti precedenti, e quindi è probabile che si esauriranno del tutto entro la metà del 2013.

Inoltre, i prezzi sono sempre più competitivi, per cui chiunque può installare un impianto di casa medio, da 3 kilowatt, con una spesa paragonabile all’acquisto di un’utilitaria: circa 8.000 euro (contro i 18.000 del 2009), che verranno ammortizzati in circa 10 anni.

I vantaggi per il portafoglio sono indubbi: non solo si riduce di molto la bolletta della luce (dato che si consuma l’energia ‘fatta in casa’), ma si avrà anche una piccola rendita grazie all’erogazione della tariffa incentivante da parte del Gestore dei servizi energetici (GSE S.p.A.), che per piccoli impianti è di circa 0,22 €/kWh, per 20 anni dal momento dell’installazione. Inutile dire che l’autonomia energetica è una soluzione sempre più accattivante, in questi tempi di crisi.

Non bisogna però dimenticare che il fotovoltaico, che sfrutta una fonte di energia pulitissima, è un investimento prezioso anche dal punto di vista dell’ambiente.

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