Partiti da Longarone per ricordare don Francesco Cassol

Filippo Tito e Marinella Bozzetti di Ciclomurgia insieme alle autorità presso Longarone per il gemellaggio in ricordo di don Francesco Cassol
Filippo Tito e Marinella Bozzetti di Ciclomurgia insieme alle autorità presso Longarone

LONGARONE – Filippo Tito e Marinella Bozzetti di Ciclomurgia sono arrivati ieri a Longarone per un giro che li riporterà nell’Alta Murgia verso la fine del mese di agosto.

Un tour in tandem nel ricordo di don Francesco Cassol, il parroco ucciso ad Altamura da un cacciatore di frodo il 21 agosto 2010.

Ad accogliere in municipio i due ciclisti c’erano il sindaco Roberto Padrin con la propria giunta, il presidente del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Benedetto Fiori e alcuni amici longaronesi di don Francesco, che hanno voluto accompagnare i due in alcuni luoghi particolarmente legati al parroco.

Filippo e Marinella hanno consegnato nelle mani del presidente Fiori anche un borraccia, oggetto simbolo del viandante in cui è riportata la frase “A don Francesco Cassol, che amava la Murgia, sentiero del suo ultimo rifugio”.

«Volevamo conoscere i luoghi da dove don Francesco era partito per raggiungere la Murgia» hanno detto i due ciclisti «La sua morte ha colpito profondamente tutta la nostra comunità ed essere qui oggi è  un modo per sentirci più vicini alla vostra comunità. Abbiamo organizzato un giro che ci porterà in diverse parti d’Italia ritornando nelle nostre terre. La faremo in tandem utilizzando quella mobilità sostenibile che da sempre rappresento il nostro credo».

Soddisfatti della visita il sindaco Padrin e il presidente Fiori, i quali parteciperanno il 21 agosto prossimo ad Altamura alla stipula del gemellaggio tra il Parco nazionale dell’Alta Murgia e il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, in nome e in memoria di don Cassol, con la presenza dei suoi familiari.

«Riteniamo che tutte le iniziative che vogliono ricordare la figura di don Francesco siano da portare avanti con impegno nel segno della solidarietà e dei valori che don Francesco ha trasmesso a tutti noi», affermano unitamente Padrin e Fiori.

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