Lorenza De Kunovich: “Le scelte dei nuovi sindaci”

Lorenza de Kunovich
Lorenza de Kunovich

BELLUNO – Leggo e plaudo con assoluta simpatia le scelte compiute dai neo sindaci di Belluno e Feltre nel formare le Giunte comunali: in primo luogo per aver inserito due vicesindaci donne, ma soprattutto per aver “osato”, mi sia permesso il termine, opzionare dieci elementi su undici tra persone non elette (cinque su sei Massaro, addirittura cinque su cinque Perenzin).

Il mio augurio alle nuove Giunte è che possano lavorare senza polemiche per poi essere misurate sui fatti; e lo dico per esperienza personale avendo subito, durante il periodo in Provincia, tre anni di ostracismo da parte di alcuni del mio gruppo, non tanto per quello che io avessi potuto fare ma solamente perché portavo l’onta dell’esterna… quasi fosse stata pura follia quella scelta. E si pensi che sebbene assessore esterno (come tutti in realtà visto che è la legge, forse non a caso, a prevedere l’incompatibilità tra ruolo di assessore e consigliere), ero persona che aveva comunque dato la propria disponibilità a candidarsi nella lista del Pdl prima di farmi disciplinatamente da parte in favore di altri aspiranti candidati, ma soprattutto ero un consigliere pienamente legittimato dai cittadini in Comune a Belluno, eletta dove le preferenze si scrivono, non come succede in Provincia o in Parlamento dove si è nominati o meno a seconda del collegio o della posizione in cui si viene inseriti!

Una politica miope quella perpetrata dal Pdl bellunese, che nell’esercizio assoluto di governare il partito per far spazio sempre ai soliti noti, voleva anche in quell’occasione decidere chi erano i “migliori”; un Pdl lontano dalla gente come si è dimostrato con tutta evidenza in quest’ultima tornata elettorale dove, antipolitica a parte, a Belluno più che mai i cittadini hanno bocciato la classe dirigente locale. (Lorenza De Kunovich)

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