L’acqua è una risorsa irrinunciabile per l’umanità

Regione Veneto
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VENEZIA – «La nostra è una strana epoca, nella quale c’è bisogno di un pronunciamento delle Nazioni Unite per dire che l’acqua è una risorsa irrinunciabile per l’umanità e dunque un suo diritto. Mi sfugge invece come possano organismi della Banca Mondiale partire da questo presupposto per ipotizzare una tassa anche sull’acqua utilizzata dall’agricoltura, che francamente ritengo a sua volta una risorsa irrinunciabile e un diritto per tutti i popoli».

Con queste parole Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, commenta l’ipotesi del vicepresidente della International Finance Corporation, Lars Thunell, secondo il quale per affrontare il problema della disponibilità dell’acqua si deve pensare o ad un suo razionamento o ad una tassa, tenuto conto che solo poco più dell’1 per cento è finalizzato ad uso potabile e il resto è usato a scopo produttivo, principalmente dall’agricoltura.

«Credo che ci sia un nodo fondamentale da affrontare e risolvere – afferma Manzato – e cioè di chi sono le risorse irrinunciabili dell’umanità. Dei governi, di nessuno come il mare aperto, di chi è proprietario del terreno dove si trovano? Ritengo che la risposta più ovvia è che, essendo dell’umanità, non possano essere di qualcuno in particolare, ma debbano essere regolate secondo criteri e finalità collettive e sicuramente non a scopo di lucro di qualcuno che non sia limitato al legittimo profitto per gli investimenti necessari alla conservazione e distribuzione della risorsa stessa».

«Questa è una mia opinione, rispetto alla quale si deve trovare una risposta che diventi patrimonio convinto di tutti. Di certo, però – aggiunge Manzato – equiparare un’azienda agricola che produce alimenti ad una impresa manifatturiera di altro tipo è fuorviante, teorico, persino pericoloso. L’alimentazione è certamente un diritto irrinunciabile per l’umanità e anche qua bisognerebbe fare un discorso analogo: consentire privative sulle produzioni agricole è quantomeno una stonatura. L’acqua per l’agricoltura non è finalizzata ad un profitto particolare come può essere la fabbricazione di materie plastiche, di elettronica e così via, ma a rendere disponibile un altro bene irrinunciabile, che svolge anche una sua funzione economica visto che nella storia umana l’agricoltura si è strutturata in un modo privatistico anche se per fini collettivi».

«Insomma – conclude Manzato – l’acqua per la produzione agricola costituisce un binomio con quest’ultima: razionalizziamola, razioniamola se, dove e quando necessario, ma pensare che sia equiparabile a lavare un’automobile o innaffiare un giardino è profondamente e culturalmente sbagliato».

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