Jacopo Massaro: “Alle famiglie risposte concrete sulla scuola”

Jacopo Massaro a sx con il predecessore Antonio Prade (Matteo Mares)
Jacopo Massaro (M. Mares – Tiellephoto.it)

BELLUNO – Riguardo a un settore delicato come quello scolastico, è necessario partire dalle esperienze personali e dalla propria attività, per cercare risposte concrete da dare alle famiglie,che soddisfino figli e genitori. Nasce da questo principio, e dall’illustre storia pedagogica di Belluno, un progetto importante che prevede la nascita di un Centro estivo comunale, ma anche il recupero delle ex scuole rurali attualmente dismesse, la possibilità di adottare il tempo prolungato nelle frazioni in cui è richiesto e l’istituzione di un Museo della scuola ospitato alle Gabelli.

«Nell’Italia post unitaria del 1888 Aristide Gabelli si è occupato della riforma delle scuole elementari, cercando di far fronte a un’istruzione mancante e lacunosa, in un periodo di enorme crisi socioeconomica e arretratezza, e per ridurre la distanza tra popolo e politica – premette Valentina Tomasi, insegnante all’Enaip di Feltre, della lista In movimento – tutto questo secondo Gabelli si poteva realizzare basandosi sul principio della pedagogia del ‘riformare conservando’. Ovvero far tesoro della tradizione attualizzandola e valorizzandola. Quello che dobbiamo fare noi».

Unito alla necessità che i bambini svolgano attività pratica, divertendosi: «Vanno riportati all’aria aperta, nei giardini, negli orti, nella natura – continua Tomasi – aggiungendoci lo sport. Dev’essere il più possibile una scuola fuori dalle mura, nelle fattorie didattiche, nel Parco. Secondo Gabelli, coltivare impegna ad essere responsabili, avere cura, fare le cose in comune: rende cittadini consapevoli, capaci di pensare con la propria testa».

Da queste premesse nasce il progetto di un Centro estivo comunale: «Favorisce le famiglie, perchè i bambini passano il loro tempo in maniera costruttiva e non vengono solo ‘parcheggiati’ – sottolinea Valentina Tomasi – seguono un progetto didattico costruttivo, che al contempo valorizza il territorio. In più coniuga attività sportiva e scuola».

Si deve a Vittorio Zanon, sindaco di Belluno dal 1906 al 1911, l’edificazione delle 11 scuole rurali cittadine di Bolzano Bellunese, Fiammoi, Mur di Cadola, Chiesurazza, Giamosa, Modolo, Visome, Badilet, Castion, Levego e Tisoi: «Per quelle dismesse bisogna pensare al loro eventuale riutilizzo, corrispondente alle necessità delle frazioni in cui si trovano – prende la parola Biagio Giannone, della lista In movimento – riguardo agli orari scolastici, in certe realtà, ad esempio a Badilet o a Borgo Piave, è sentita l’esigenza del tempo prolungato e attualmente non esiste alun doposcuola. Dobbiamo essere pratici, mettendo in atto quanto ci chiede la città, e capaci di farlo attraverso l’esperienza di ognuno di noi».

Una parte del progetto scolastico prevede, infine, l’istituzione di un Museo della scuola ospitato alle Gabelli: «Ci saranno gli archivi e la documentazione del percorso pedagogico cittadino – conclude Giannone – dalle scuole rurali, alla riforma Gabelli, al metodo Montessori. Un modo per recuperare la storia e il senso di appartenenza che stiamo perdendo».

«Come si vede – conclude il candidato Sindaco Jacopo Massaro – il nostro progetto di rinnovamento e innovazione lega insieme la storia di Belluno, il presente ed il futuro. E’ con questo spirito che guardiamo a istruzione, educazione e famiglia, con l’obiettivo di rimediare ad una grave emergenza educativa della società moderna: l’assenza di istituzioni che insegnino alle nuove generazioni che ci si occupa di loro, perché esse a loro volta dovranno pensare a quelle che verranno dopo».

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