Chiusa la stagione sportiva della Sisley Belluno

La Sisley esulta (L. Mares - Tiellephoto.it)
La Sisley esulta (L. Mares – Tiellephoto.it)

BELLUNO – Si è svolta lunedì sera all’hotel Carpenada di Belluno la conferenza stampa di fine stagione sportiva 2011/12 della Sisley Belluno. Pasquale Gravina, amministratore delegato della società, oltre ai ringraziamenti ha tracciato anche qualche linea sul futuro di questa società.

Pubblico alla SpesArena: «È stata un’annata sicuramente atipica per una serie di circostanze, ma i risultati che abbiamo ottenuto in campo e in termini di pubblico meritano grande evidenza. I dati di pubblico totale e di affluenza media al palazzo dello sport sono stati rilevanti perché va considerata la condivisione dell’impianto (SpesArena) con altre realtà sportive che ci ha costretto ad arrivare a Belluno solo nel giorno prima della gara permettendoci di allenarci una sola volta e vivendo (purtroppo) pochissimo la città. Pensate se la squadra frequentasse la città quotidianamente quali risultati si potrebbero ottenere in termini di affluenza e feeling con gli abitanti».

L’indotto della Sisley durante l’annata: «Ci tengo anche a ringraziare le aziende locali che ci hanno sostenuto in questa stagione sportiva indipendentemente da quale sia stato il loro apporto in termini economici. Sono particolarmente riconoscente a quanti si sono economicamente adoperati perché prima di tutto hanno capito il valore di questo progetto e lo spirito dell’iniziativa. Abbiamo contribuito a generare un importante indotto anche negli hotel del bellunese perché arrivando come detto in città nel giorno precedente la gara siamo giunti a 800 pernottamenti totali».

Alessandro Farina in ricezione (L. Mares - Tiellephoto.it)

Una parte fondamentale della Sisley Belluno è stato il progetto scuole: «Abbiamo in questa annata incontrato diverse scuole del territorio perché riteniamo che lo sport oltre ad una valenza ludica abbia anche un importantissimo compito educativo, ancor più deve averlo in questo momento di incertezza politica ed economica generale. Siamo riusciti a sviluppare una serie di incontri arrivando a circa 1200 studenti che poi sono tornati alla SpesArena a vedere la Sisley e appassionandosi ai suoi destini. È un tema che dovrebbe far pensare molto ed aiutare a capire il potenziale che lo sport è in grado di sviluppare».

Arrivano poi i ringraziamenti al Sindaco, all’Amministrazione comunale e ai protagonisti di questa stagione: «I miei ringraziamenti personali alla Sisley Volley e alla sua storia usciranno in un pezzo dedicato. Ci tengo invece a ringraziare il Sindaco Prade e tutta l’Amministrazione comunale di Belluno. Non mi è piaciuto leggere in questi giorni la strumentalizzazione che si è tentato di fare della Sisley per polemiche politiche che non ci riguardano e che vorremmo restassero al di fuori del nostro ambito. Il Comune non ci ha regalato nulla, come era giusto che fosse, perché abbiamo ottenuto tutto con le nostre forze anche se il suo supporto e disponibilità ci sono stati preziosissimi. Il Sindaco nella valutazione di questo progetto ha affrontato la questione con la lungimiranza e il coraggio di chi intendeva aggiungere valore alla sua città e di questo è giusto rendergli merito».

«Il secondo ringraziamento va ai tifosi che ci hanno supportato lungo tutta l’annata. Non è scontato riuscire a creare un feeling nella situazione in cui ci siamo trovati. Il calore e la passione che ci hanno dimostrato ci hanno lusingato ed incoraggiato sempre di più nel corso delle stagione riuscendo a farci sentire davvero a casa».

«Infine tengo a ringraziare due protagonisti meno evidenti di questa avventura: Mario Bez, presidente della pallavolo Belluno, e l’avvocato Elisabetta Frate. Nel nominare Mario Bez voglio estendere il mio ringraziamento a tutte le persone speciali della Pallavolo Belluno che abbiamo incontrato e che hanno collaborato nella gestione logistica della Spes Arena. Senza il loro aiuto spontaneo, avremmo avuto molte più difficoltà. Elisabetta Frate, invece, ha permesso di collegarci a diverse aziende locali con le quali abbiamo provato ad affrontare la questione del futuro».

A prescindere da quello che sarà, il valore di quello che è stato deve essere motivo di orgoglio. Siamo arrivati a Belluno non a caso: abbiamo visto, fin dalla prima amichevole, che questo territorio ha fame di pallavolo. Durante la Champions League che abbiamo giocato qui nella passata stagione, ne abbiamo avuto la conferma e quindi ci siamo sbilanciati nel portare la squadra a giocare qui. Il futuro del marchio Sisley legato alla pallavolo era chiaro fin dal primo giorno: al 30 giugno di quest’anno l’attività cesserà ed apparterrà definitivamente alla storia. Invece il futuro della pallavolo a Belluno dipenderà solo da altre forze che eventualmente decideranno di mettersi in gioco. Il tempo rimasto per concludere le trattative ormai è agli sgoccioli. Durante l’inverno ci siamo adoperati moltissimo nel contattare tante aziende riscontrando molto interesse. Due settimane fa circa, abbiamo invece presentato all’imprenditoria bellunese un progetto consortile. In questo momento di difficoltà economica, questa forma di partecipazione dovrebbe essere valutata con molta attenzione. È un progetto mutuato dall’organizzazione del Barcellona calcio con l’intento di non chiedere alle aziende la semplice e forse superata sponsorizzare, bensì di entrare nella gestione acquisendo una quota parte del capitale sociale. Si crea così una rete di tante aziende che, con un impegno ragionevole, riescono a partecipare alla gestione di una società e a farla sentire parte integrante di un tessuto produttivo molto più vasto. Questo progetto tuttavia richiede del tempo che oggi non c’è e che potrebbe realizzarsi solo se due o tre aziende importanti facessero intanto da traino. Sono convinto che l’imprenditore debba prima di tutto tutelare la sua azienda, in specie in questo particolare momento di incertezza, ma sono altrettanto convinto che debba considerare anche lo sviluppo ottimale del proprio territorio e degli abitanti che fanno la sua fortuna. Occorre considerare infine che lo sport non è solo un canale di visibilità ma anche un’opportunità inimitabile per i giovani che possono imparare valori importanti e crescere più sani».

Il sindaco Antonio Prade

Il sindaco Prade è sulla stessa lunghezza d’onda di Gravina: «Questo per noi è un momento significativo perché chiude una grande esperienza che abbiamo vissuto con un animo ospitale. Ci siamo profusi per ospitare la Sisley perché oltre all’impianto nulla di più ci è stato richiesto e doveva essere necessariamente condiviso.
Il mio ringraziamento va esteso, quindi, alle realtà sportive che non si sono sentite derubate di qualcosa nell’uso dell’impianto da parte della Sisley Belluno. Siamo riusciti anche a creare dei legami educativi importanti favorendo la partecipazione e la presenza nelle scuole superiori della Sisley e questo, credo, abbia ripagato quanti hanno aderito con un sicuro accrescimento culturale. Se l’anno prossimo la squadra non dovesse esserci più, spero possa restare comunque il ricordo di questa stagione come una pietra miliare per la Sisley e per Belluno
».

Elisabetta Frate: «All’inizio tutta questa avventura mi sembrava un grande sogno. Poi mi sono resa conto che la magia di questa squadra era troppo importante per la città e che quindi non si sarebbe dovuto disperdere un patrimonio così. Belluno è una città che vive solo marginalmente i grandi eventi e la Sisley è stata una grande occasione per far vivere delle emozioni che troppe poche volte i bellunesi hanno l’occasione di provare. Credo che tutto quello che è stato già fatto e che quel che verrà debba essere vissuto come un tributo alla città per quanto appena detto. Mi unisco, infine, all’appello di Pasquale nei confronti degli imprenditori e vorrei che si capisse che questa richiesta è anche un appello popolare».

Commenta per primo

Lascia un tuo commento all'articolo ...

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.